Patrimonio culturale sommerso: tutela dei beni archeologici e limiti alla cooperazione internazionale Alessandra Lanciotti 1. La travagliata vicenda dell’Atleta Vittorioso. 1. Il G.i.p. di Pesaro con un’ordinanza datata 10 febbraio 2010 1 ha disposto la confisca della statua bronzea denominata l’ “Atleta Vittorioso”, risalente al IV secolo a.c. Questa statua, attribuita allo scultore greco Lisippo che lavorava alla corte di Alessandro Magno, è una delle pochissime sculture di bronzo a grandezza naturale finora ritrovate; attualmente si trova esposta in una sala ad essa appositamente dedicata all’interno del Getty Museum di Malibù (Cali- fornia), che la acquistò nel 1977 da una società straniera, nelle cui mani era pervenuta dopo varie vicende ancora non del tutto chiarite. Il provvedimento di confisca rappresenta l’ultimo di una serie di tentativi po- sti in essere dal Governo italiano per recuperare questo reperto archeologico di inestimabile valore che, dall’epoca del suo ritrovamento fortuito, avvenuto nel 1964, ha avuto una storia alquanto travagliata. Fu recuperato in mare, pieno di concrezioni e rovinato dal tempo, dall’equipaggio di un peschereccio nel medio Adriatico, al largo di Pedaso, ma i pescatori anziché denunciarne il ritrovamento presso la locale autorità portuale, come disposto ai sensi dell’art. 510 C.nav. nav., dopo averlo sbarcato nel porto di Fano, lo nascosero sotto- terra e poi, insieme ad alcuni complici, lo vendettero a dei commercianti di Gubbio che lo contrabbandarono all’estero. La statua fu trasportata prima a Londra e successivamente a Monaco di Baviera, dove un antiquario si fece carico del restauro e la espose nella sua galleria. Da quel momento partirono le trattative col Getty Museum che terminarono nel 1977 quando la vendita si perfezionò per la somma di 3.980.000 dollari e l’opera fu trasportata negli Stati Uniti 2 . Nel frattempo un primo processo penale era già stato intrapreso alla fine degli anni ‘60, ma si era concluso con l’assoluzione di tutti i soggetti illo tempore imputati di ricettazione 3 . Tanto è vero che i curatori del Getty, basandosi anche sulle risultanze di tali processi, ritennero che il bene fosse libero da vincoli e procedettero all’acquisto. Un tentativo di riavere la statua di Lisippo al di fuori delle vie giudiziarie fu fatto nel 2006 dall’allora Ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, che 1 G.i.p. Pesaro, 10 febbraio 2010 (ord.), Clark, (d’ora in avanti Ordinanza del 10 febbraio 2010), in Riv. dir. int. priv. e proc., 2010, 149. 2 Ordinanza del 10 febbraio 2010, p. 14. 3 Trib. Perugia, 18 maggio 1966, Barbetti ed altri; Appello Perugia, 27 gennaio 1967, Barbetti ed altri; Cass., Sez. II, 22 maggio 1968, Barbetti ed altri; e infine, in funzione di giudice di rinvio, App. Roma, 8 novembre 1970, Barbetti ed altri, tutte inedite. Cfr. GAITO A., ANTINUCCI M., Prescrizione, terzo e- straneo e confisca in executivis di beni archeologici (a margine della vicenda dell’Atleta Vittorioso di Lisippo), in BARGI,CISTERNA (a cura di), La giustizia penale patrimoniale, Torino, 2011 (in corso di stampa). Altri due successivi procedimenti aperti dal Pretore di Gubbio si conclusero rispettivamente con una sentenza di assoluzione (Pretore Gubbio, proc. n. 993/1973, 12 marzo 1976) e di non luogo a procedere (Pretore Gubbio, proc. n.1367/77).