« L Formatura di pezzi speciali 46 Stampi • ottobre 2014 LA DEFORMAZIONE PIROCLASTICA PIASTRELLE PIEGATE E STAMPI A Cristiano Fragassa, Stefano Vitali «La ceramica è un materiale ricco di suggestioni: è antico, viene dalla terra e torna alla terra”, sono le parole di Renzo Piano, forse il più illustre tra gli architetti italiani moderni. Ma questa immagine non lascia intuire l’elevatissimo livello di tecnologia che si nasconde dietro all’industria ceramica. E non evidenzia come l’Italia sia da sempre all’avanguardia con prodotti di qualità altissima. In questo settore il Made in Italy è riconosciuto in tutto il Mondo, non solo nello stile, ma anche per l’estrema innovazione delle soluzioni tecniche. Un esempio che ha dell’incredibile è quello del processo di piegatura delle ceramiche. Piastrelle non più solo planari, ma anche ricurve, in modo da poter essere utilizzate come gradini, scalinate, battiscopa, mensole oppure elementi di arredo. Il brevetto mondiale per la piegatura delle ceramiche è proprio in Italia, in Levikurve, una azienda che fonda sulla innovazione continua la propria mission. Siamo andati ad incontrarli per saperne di più e magari raccogliere qualche segreto. Siamo arrivati così a scoprire che, anche in questo ambito tanto specifico, in fin dei conti, gli stampi continuano a conservare il proprio ruolo fondamentale. Sono stampi molto particolari, che agiscono un po’ a metà strada tra un guscio di colata ed uno stampo per pressofusione. La temperatura rende viscosa la piastrella; il peso fornisce la pressione necessaria ad adagiarla sullo stampo; lo stampo prende l’essenza di un supporto refrattario sagomato. Questa tecnologia di piegatura permette di realizzare elementi angolari piegando a caldo direttamente la piastrella finita di materiali come il gres fine porcellanato tecnico e smaltato con superfici lisce, grezze o strutturate. Il materiale originario è controllato termicamente per ottenere una curvatura adeguata a ciascun elemento, evitando possibili variazioni i colore del prodotto ceramico. Sul lato interno della piastrella sono effettuate delle incisioni tramite appositi macchinari a precisione centesimale; le posizioni e la profondità delle incisioni sono studiate sulla base del tipo di piastrella e del tipo di curvatura richiesta. Nella successiva fase del ciclo produttivo, il materiale è posizionato su questi speciali supporti sagomati che scivolano all’interno di un forno a rulli capace di calibrare il periodo termico al quale la piastrella deve essere sottoposta. Una volta che la temperatura preimpostata viene raggiunta, la massa del materiale ceramico si deforma e si modella perfettamente alla sagoma con cui è a contatto. Quando la piastrella è fredda, si completa il lavoro con la sua rifinitura marginale tramite rettifica a disco o a idrogetto per ottenere le dimensioni finali. Questa processo termino, meglio conosciuto come deformazione piroclastica, prevede di sottoporre la piastrella a una ricottura a una temperatura inferiore a quella di sinterizzazione, compresa quindi tra 1160°C e 1210°C, ma con tempi più lunghi (160-270 minuti da freddo a freddo) e con gradienti termici più ridotti rispetto alle cotture tradizionali. In questo modo si evitano fenomeni di deformazioni che possono avvenire durante le fasi di La natura eccellente della ceramica non è in discussione e la sua qualità è tale da consentirle di giocare un ruolo chiave per l’approdo dell’Italia alla seconda piazza in Europa per surplus manifatturiero da esportazione fuori dall’Ue. Ma il settore soffre le contraddizioni del Paese e gli effetti dell’austerity