χώρα • REAM, 9‑10, 2011‑2012, pp. 365‑381 DIO, ANIMA E INTELLIGIBILI NELLA STOA * Francesca Alesse (CNR, Rome) Résumé. L’article analyse les témoignages stoïciens qui définissent la divinité comme «intellect» et comme «âme du monde», et qui permettent de déterminer les contenus de la pensée divine comme logoi, c’est‑à‑dire certains «discours» ou «raisonnements». En premier lieu, on examine les mots νοερόν, et νοητόν pour établir à quelles réalités les Stoïciens confèrent les caractères d’intelligence et d’intelligibilité et comment ils décrivent la pensée scientifique à laquelle ils comparent la pensée divine. En second lieu, on examine la théorie des raisons séminales et ses relations historiques avec le problème des objets de la pensée divine. Enfin, on tente de montrer que les Stoïciens, tout en suivant la théologie démiurgique du Timée, unifient ce que Platon a tenu bien séparé : le Démiurge lui‑même, l’âme du monde, le «vivant intelligible». Il suggestivo e fecondo tema dell’ «anima e i suoi discorsi» o dell’anima che discorre con se stessa è introdotto da una celebre immagine adottata da Platone nel Teeteto, nel Sofista 1 , e nel * Il testo rielabora una conferenza tenuta a Parigi, presso il Centre Léon Robin, il 19 maggio 2011, nell’ambito del seminario «L’héritage philosophique de l’Antiquité dans la pensée byzantine et médiévale latine. L’âme et ses discours», diretto da Anca Vasiliu. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno discusso il mio testo, in particolare, Anca Vasiliu, Jean‑Baptiste Gourinat, Michel Narcy, Cristina Viano, Vladimir Mikeš, Lucia Saudelli e George Boys‑Stones, che mi ha cortesemente permesso di utilizzare un suo lavoro inedito (cf. infra nota 63) e fornito per litteras ulteriori spunti di riflessione. 1. Cf. 189d‑190e: «…pensare […] un discorso che l’anima articola da se stessa intorno alle cose che indaga. Ti parlo come uno che non sa, perché quest’idea mi si presenta alla mente, cioè che quando l’anima riflette altro non faccia che dialogare, interrogando se stessa e essa stessa rispondendo, tanto affermando quanto negando. E quando arriva a operare una definizione, sia lentamente sia con uno slancio repentino, e finalmente dice questa cosa senza nutrire più dubbi, questa consideriamo la sua opinione. Cosicché io definisco l’opinare