303 Giuseppe FOSCARI La rivolta del 1647-48 nelle città medie e nei centri minori del Mezzogiorno La varietà e la ricchezza delle interpretazioni storio- grafiche sulla rivolta di Masaniello riscontrabili negli ul- timi cinquanta anni 1 possono contenere un ragionevole motivo di soddisfazione per gli storici perché hanno con- tribuito ad un arricchimento della ricerca e ad un affina- mento dei punti di vista, con acquisizioni che concorrono a darci un quadro delle ribellioni che più si avvicina alla realtà e meglio ne interpretano il variegato e complesso svolgimento. Naturalmente, per la rivolta del 1647-48, come per qualsiasi altra questione del dibattito storiografico, non si può prescindere dalla considerazione che le integrazioni, gli aggiornamenti e le rettifiche restino basilari ed inevita- bili. D’altra parte, i movimenti sociali come soggetto di ricerca storica in sé mantengono un loro fascino ed una 1 Per un quadro storiografico, oltre ai ‘classici’ di Schipa, Capas- so, Croce, Villari, Galasso, Musi, Benigno, si vedano: A. L. RIBOT GAR- CIA, Las revueltas italianas en el siglo XVII, in «Studia Historica. Historia moderna», 26 (2004), pp. 101-128, e I. ENCISO ALONSO-MUNUMER, Re- vueltas y alzamientos en Nàpoles. Las crisis del 1647-48 en la historiografìa, in «Studia Historica. Historia moderna», n. 26 (2004), pp. 129-153. S. D’A- LESSIO, Contagi. La rivolta napoletana del 1647-48: linguaggio e potere politico, Firenze 2003; EAD., Masaniello. La sua vita e il suo mito in Europa, Salerno 2007; A. SPAGNOLETTI, Una mutazione di stato fallita: il Regno di Napoli nel 1647-48, in «Mediterranea. Ricerche storiche», V (2008), pp. 281-292.