Quattro documenti dellArchivio di Stato di Roma, finora inediti, consentono di gettare una nuova luce sullattivit romana di Christopher Hewetson, in par- ticolare sullultimo periodo della sua carriera. Lo scul- tore irlandese rappresent una figura chiave della scultura di et neoclassica, come gli studi hanno ormai accertato. 1) Hewetson, nato nellestate del 1737 nella contea di Kilkenny da unagiata famiglia di reli- gione protestante, entr nel settembre del 1745 insie- me al fratello maggiore Thomas nel Kilkenny College, the Eton of Ireland di Dublino. 2) Ben presto egli dovette mostrare una notevole propensione per larte e particolarmente per la scultura. Nei tardi anni Cin- quanta Hewetson infatti divenne allievo dello scultore John Van Nost il Giovane (1712 circa1780), allepoca attiva nella esecuzione di statue destinate alla Rotun- da Gardens a Dublino. 3) In questepoca e comun- que entro il 1765 fu realizzato il Busto di Richard Rigby (Provosts House, Trinity College, Dublin), prima opera del catalogo ed anche lunica certamente eseguita in patria. 4) Hewetson, prossimo ai trentanni, evidentemente spinto dal desiderio di completare la propria forma- zione non meno che dalla speranza di nuove prospet- tive di lavoro, decise di trasferirsi a Roma. Qui egli giunse prima del 1765, come testimonia la cosiddetta Haywards list, un elenco di artisti britannici dimo- ranti sulle rive del Tevere redatta appunto da Richard Hayward: in quel documento egli risulta dividere la residenza con il pittore americano Henry Benbridge, talora anche detto Bembridge, allievo di Mengs e di Batoni. 5) Per quanto il sistema artistico capitolino fosse noto- riamente assai competitivo, Hewetson non tard a farsi strada. Di sicuro una parte del successo si leg al radi- camento nella colonia dei britannici residenti a Roma, essenziale per avere accesso alle ricche commissioni legate al Grand Tour e in particolare ai busti ritratto, per cui Hewetson sarebbe divenuto ben presto famoso. Naturale per esempio che egli stringesse rapporti con i suoi colleghi, come per esempio Hugh Douglas Hamilton o Thomas Jones. Hewetson fu inoltre capace di guadagnarsi la stima e lamicizia di quanti, non di rado dietro la maschera dellartista, grazie allattivit di mercanti e di guide turistiche, svolgevano un ruolo di tastemakers, da Gavin Hamilton, James Byres e Robert Fagan a Charles Grignion, James Durno e Thomas Jenkins. Grignion, giunto in Italia nel 1782 per perfezionar- si come pittore, inizi piø tardi unattivit parallela come archeologo, agente e mercante appunto, molto spesso in collaborazione con Robert Fagan. 6) In parte simile L il profilo di Durno 7) che, anchegli formal- mente pittore, a Roma divenne titolare di un negozio di quadri nel palazzo del principe Torlonia: nel suo testamento il londinese scelse appunto Hewetson in qualit di curatore ereditario, come dimostrano docu- menti di imminente pubblicazione. 8) Il legame piø profondo e proficuo, comL noto, fu stabilito con Jenkins. Jenkins non solo aveva labitudine di racco- mandare Hewetson ai suoi clienti, 9) ma nel suo testa- mento in italiano assegn allo scultore un legato di cento sterline in segno della loro «constant friend- ship». 10) Hewetson fu comunque apprezzato anche per le genuine qualit di artista, che gli valsero una posizio- ne significativa nellambiente romano. 11) Ne rendono testimonianza sia la stima di personalit di spicco nel cotØ internazionale quali Pompeo Batoni, Angelika Kauffmann, Johann Pichler, Anton Raphael Mengs, JosØ Nicolas de Azara, Franciszec Salezy Potocki o la granduchessa Maria Fyodorowna sia, ancor piø con- cretamente, alcune commissioni di particolare rilievo. In questa sede basti citare il busto di papa Clemente XIV, realizzato dal 1771 in piø versioni (fig. 1), il busto di Anton Raphael Mengs, noto in due versioni auto- grafe, una in bronzo del 1779 (Paris, MusØe Mazarin) ed una in marmo del 1781 (Roma, Protomoteca Capi- tolina, fig. 2), ed infine la memoria funebre del cardi- nale Giovanni Battista Rezzonico (Roma, San Nicola in Carcere), databile fra il 1783 e il 1786. I due busti di Mengs, in particolare, entrambi commissionati dal marchese JosØ Nicola de Azara nellambito dei cosid- detti Illustri del Pantheon, per la qualit e i valori estetici, teorici ed ideologici connessi, possono consi- derarsi il vertice della carriera dellartista. 12) Alla met degli anni Ottanta lirlandese si trov a competere con una generazione di scultori piø giova- ni, della quale faceva parte Antonio Canova, arrivato a Roma nel 1779. Lo scontro fra Hewetson e Canova si fece duro in occasione di due commissioni pubbli- che di rimarchevole spicco, la tomba di Clemente XIV nella chiesa romana dei Santi Apostoli e la tomba di Clemente XIII in San Pietro. Entrambe, comL noto, andarono a favore del veneto, ma a quanto sembra Hewetson seppe andar oltre la propria delusione, riconoscendo con franchezza le qualit artistiche del collega. «Christopher Hevson [sic], un eccellente scul- tore Irlandese riport Francesco Piranesi nel 1787 dopo essere stato rivale di Canova nel conquistarsi tali commissioni, dimostr grande generosit al momento di vederle; egli non si accontent di lodar- 87 PAOLO COEN CHRISTOPHER HEWETSON: NUOVI DOCUMENTI, NUOVE INTERPRETAZIONI BOLLETTINO DARTE Redazione M: Coccia Produzione E.D. Valente COEN Impaginato solo testo 05.06.2013 fatte correzioni 16.07.2013 Valente