www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2010-180.pdf The Journal of Fasti Online ● Published by the Associazione Internazionale di Archeologia Classica ● Piazza San Marco, 49 – I-00186 Roma Tel. / Fax: ++39.06.67.98.798 ● http://www.aiac.org; http://www.fastionline.org Monterotondo M.mo: dall’insediamento altomedievale alla Rocca degli Alberti (IX-XIV secolo) Jacopo Bruttini - Francesca Grassi Introduzione Lo scavo all’interno della Rocca degli Alberti rientra nelle attività che il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena svolge da anni per lo studio delle dinamiche insediative del territorio delle Colline Metallifere attraverso analisi di superficie, interventi di scavo di insediamenti fortificati e mappature delle aree minerarie. Infatti, il territorio in cui si trova Monterotondo Marittimo, ora caratterizzato da ampie distese boschive, si è distinto sino all’età contemporanea per la densa attività mineraria che ha interessato i giacimenti di metalli monetabili (rame e argento). In particolare nel medioevo, queste lavorazioni hanno connotato fortemente il territorio, dando avvio al processo di nascita di una rete di insediamenti fortificati che costituivano le basi da cui i poteri signorili, ecclesiastici e cittadini controllavano i processi di produzione metallurgici. Tra questi anche i castelli di Rocchette Pannocchieschi (Massa Marittima, Gr) già oggetto d'indagine da parte dell'Università di Siena 1 e quello di Cugnano (Monterotondo Marittimo, Gr) attualmente in corso di scavo. Accanto a questa primaria risorsa economica, il territorio di Monterotondo Marittimo si caratterizzava inoltre per i giacimenti di allume, sicuramente sfruttati dalla fine del Medioevo e le risorse idrotermali 2 . La documentazione storica su Monterotondo mostra che a partire dall’VIII secolo vi erano i n questa area consistenti proprietà dell'episcopato lucchese. Tra queste, il centro curtense di San Regolo 3 e le località di Paterno, Paganico e Castiglione Bernardi. In seguito, due atti analoghi stilati attorno alla metà dell'XI secolo sembrano testimoniare l'affermazione in quest'area di poteri informali esercitati da parte di esponenti degli Aldobrandeschi del ramo detto "di Suvereto", in relazione al controllo di castelli posti nell'area. In uno di questi atti, nel 1055 Ugo del fu Rodolfo promise solennemente di non molestare i possedimenti maremmani dell'episcopato lucchese con particolare riferimento a Sussiano e Cagna, ubicati in prossimità di Monterotondo 4 . Inoltre, nella circoscrizione di Monterotondo vantava diritti di proprietà almeno dal 1128 l'abbazia di S. Pietro in Palazzuolo di Monteverdi, importante fondazione longobarda 5 . Lo testimonierebbe una refuta a favore del monastero stesso che riguardò alcuni beni ubicati nella curtis di Monterotondo, testimoniando anche l'esistenza di una circoscrizione forse facente capo ad un castello. Secondo una conferma pontificia del 1176 a favore del Monastero di Monteverdi, questo ente possedeva la chiesa di S. Martino "de Fusciano" e beni situati "in curte eiusdem castrii de Monte Rotundo", facendo implicito riferimento all'inserimento della chiesa di S. Martino (ubicabile in corrispondenza dell'attuale pod. S. Martino, a sud dell'abitato) nel territorio del castello di Monterotondo. Successivamente si affermò sul castello la signoria dei Conti Alberti, poichè nel 1164 il suo possesso venne confermato dall'imperatore Federico Barbarossa al conte Alberto IV da Prato. Nel febbraio del 1209 un arbitrato di divisione tra i conti Maghinardo e Rainaldo attribuì a quest'ultimo la parte meridionale del vasto dominio degli Alberti, con Monterotondo e con gli altri possedimenti e castelli della Val di Cornia, della Val di Cecina e del Massetano. Nel maggio dello stesso anno 1209 Rainaldo si fece cittadino di Massa Marittima, sottomettendo a questo comune il castello e impegnandosi a fare prestare dagli abitanti del castello stesso un atto di giuramento verso i massetani: si tratta di uno dei testi più antichi sulla organizzazione comunale di Massa e sulla sua espansione nel territorio. Tra il 1261 ed il 1263 i massetani comprarono il castello di Monterotondo dagli eredi di Rainaldo e da esponenti dei nobili di Poco Campiglia e di Elci, che erano ad essi legati; e negli statuti di Massa degli inizi del '300 furono inserite disposizioni per garantire il controllo del Comune dominante sopra il castello 6 . 1 GRASSI c.s. 2 DALLAI, FINESCHI 2006. 3 riconosciuto nell’attuale sito della fattoria di S. Regolo, DALLAI, FINESCHI 2006: 267. 4 FARINELLI 2007. 5 FRANCOVICH BIANCHI, 2006a. 6 FARINELLI 2007.