1 I nuovi italiani di tanti colori Nicola Barban* , Cinzia Conti* * , Domenico Gabrielli* * , Giuseppe Gabrielli* * * , Antonella Guarneri* * *Centro Dondena, Università Bocconi, Milano; **Istat; ***Università di Bari I ntroduzione Definire la seconda generazione non è compito facile. Soprattutto se alla definizione teorica si vuole far corrispondere la possibilità di utilizzo operativo nella raccolta e analisi delle informazioni statistiche. In senso stretto la seconda generazione è costituita da figli di immigrati nati nel paese di accoglienza. Tuttavia, quando si parla di minori figli di stranieri, appare opportuno estendere l’attenzione anche ad altre categorie con riferimento al momento in cui il minore si è trasferito [Rumbaut, 1997]: la generazione 1,75 che si trasferisce all’estero nell’età prescolare; la generazione 1,5 che ha iniziato la scuola primaria nel paese d’origine, ma ha completato l’educazione scolastica all’estero; la generazione 1,25 che emigra tra i 13 e i 17 anni. Si tratta di bambini e ragazzi che, pur avendo un background migratorio, vivono situazioni diverse sia nella socializzazione primaria (in famiglia) sia nella secondaria (a scuola). 1. Le seconde generazioni attraverso i dati ufficiali: da minori a protagonisti La statistica ufficiale sulle migrazioni e la presenza straniera ha continuato, negli ultimi anni a ricevere forti sollecitazioni sia a livello nazionale sia internazionale. Da un parte la crescente complessità del fenomeno ha portato, nel Paese, a una domanda di informazioni quantitative su aspetti che in passato non trovavano spazio nella statistica ufficiale. Dall’altra, a livello internazionale, si è imposta l’esigenza di disporre di dati comparabili per i diversi paesi dell’Unione Europea relativamente a un fenomeno al centro delle politiche sociali dell’Unione [Radermacher and Thorogood, 2009]. L’Istat in questo contesto, dopo aver innovato sin dai primi anni Novanta, le rilevazioni amministrative e le indagini campionarie per raccogliere informazioni sulle caratteristiche e i comportamenti della presenza straniera in aumento, più di recente, ha cercato di fornire risposte alle crescenti e diversificate esigenze informative anche attraverso la valorizzazione degli archivi amministrativi e la realizzazione di un’indagine ad hoc per lo studio dell’integrazione degli stranieri in Italia. Queste strategie hanno già portato - e porteranno ancor più in futuro - a una maggiore disponibilità di informazioni anche sulle seconde generazioni e sui minori figli di stranieri. Sia perché sono state elaborate maggiori informazioni disaggregate per età, sia perché le seconde generazioni e i minori stranieri sono stati posti al centro, come protagonisti, di specifici progetti, con la conseguente valorizzazione degli archivi per la conoscenza delle loro caratteristiche e comportamenti e una specifica attenzione rivolta loro nelle indagini campionarie. A gennaio 2010 i minori in Italia erano 933.693, il 22 per cento del totale della popolazione straniera residente. Per rispondere adeguatamente agli adempimenti richiesti dall’entrata in vigore del Regolamento (CE) N.862/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio (art.3) sono state rese disponibili anche stime per sesso, classe di età e principali paesi di nascita e cittadinanza. Ad esempio, i cittadini romeni al di sotto dei 15 anni residenti in Italia al 1° gennaio 2009 sono 140.423, quasi il 18 per cento sul totale dei residenti di questa cittadinanza.