Il complesso semirupestre di Santa Margherita nel Vallone dei Romiti di Pulsano Non lontano da Monte Sant’Angelo (il polo religioso e demico garganico imperniato, come noto, su di un antro naturale ve- nerato come luogo di apparizione micaelica), si sviluppa un altro rilevante nucleo sacro a componente rupestre, quello del monastero di S. Maria di Pulsano 1 . Il cenobio fu sede dell’Ordine Monastico degli Eremiti Pulsanesi, fondato, se- condo le fonti agiografiche, intorno al 1129; esso, pur mante- nendo il suo centro principale sul Gargano, estese significa- tivamente i suoi possedimenti e le sue dipendenze fra XII e XIII sec., sino all’Italia settentrionale e alla Dalmazia 2 . La chiesa abbaziale di S. Maria in effetti ripropone la stessa so- luzione architettonica della basilica di Monte, ovvero l’abbi- namento di una parte in costruito murario a un elemento in grotta 3 ; il monastero è peraltro pienamente collocato in un habitat a forte caratterizzazione trogloditica. Dalla propaggine 109 1 S. Maria di Pulsano si ubica circa 8 km. a meridione di Monte Sant’Angelo. 2 Nel precedente convegno sugli insediamenti rupestri dell’Italia centrale meridionale, all’interno di una più ampia trattazione sull’habitat rupestre garganico, si era già fatto un primo riferimento all’abbazia e al circostante paesaggio trogloditico, cui si rimanda per l’inquadramento generale e la bibliografia: P. FAVIA, Nuclei abitativi ed installazioni produttive rupestri nel Gargano fra Medioevo ed Età Moderna. Prime acquisizioni di ricerca, in Insediamenti rupestri di età medievale: abitazioni e strutture produttive. Italia centrale e meridionale. Atti del Convegno di studi (Grottaferrata, Abbazia di S. Nilo, 27-29 ottobre 2005), a cura di E. De Minicis, 2 tomi, Spoleto 2008, I, pp. 161-180, tavv. I-XVII, in particolare pp. 172-179, tavv. X-XVII . Si veda comunque sulla storia dell’ordine eremitico pulsanese, M. CERASOLI, La congregazione benedettina degli eremiti pulsanesi. Cenni storici, Cava 1938; C. ANGELILLIS, Pulsano e l’ordine monastico pulsanese, in «Archivio Storico Pugliese» VI (1953) (= Atti del III Congresso Storico Pugliese e del Convegno Internazionale di Studi Garganici (Foggia, 25-29 ottobre 1953), pp. 421-463; G. LUNARDI, Consistenza della presenza benedettina in Puglia, in Insediamenti benedettini in Puglia. Per una storia dell’arte dall’XI al XVIII secolo. Catalogo della Mostra (Bari, Castello Svevo, novembre 1980-gennaio 1981), 2 volumi, a cura di M. S. Calò Mariani, II, Galatina, 1981, pp. 1-15, in particolare p. 10; P. CORSI, I monasteri benedettini della Capitanata settentrionale, in Insediamenti benedettini in Puglia, cit. (v. supra), pp. 47-99, in particolare pp. 65-66; B. VETERE, Il filone monastico-eremitico e l’ordine pulsanese, in L’esperienza monastica benedettina e la Puglia, Atti del Convegno (Bari, Noci, Lecce, Picciano, 6-10 ottobre 1980), a cura di C.D. Fonseca, Galatina 1983, pp. 197-244; R. MANSELLI, E. PASZTOR, Monachesimo nel Basso Medioevo, in Dall’ eremo al cenobio. La civiltà monastica in Italia dalle origini all’età di Dante, Milano 1987, pp. 90-91; J.-M. MARTIN, La Pouille du VI e au XII e siècle, Rome-Paris 1993, pp. 684-685; F. PANARELLI, Dal Gargano alla Toscana. Il monachesimo riformato pulsanese, Roma 1997; P. CORSI, Benedettini ed ordini monastico-cavallereschi in Capitanata durante il Medioevo, in Capitanata Medievale, a cura di M.S. Calò Mariani, Foggia 1998, pp. 98-109, in particolare p. 103. 3 Anche la chiesa di S. Maria dunque, come il più noto esempio di Monte Sant’Angelo, evoca uno stretto nesso fra contesto cavernicolo e culto (sulla chiesa e il complesso abbaziale si veda M. S. CALÒ MARIANI, Aggiornamento all’opera di Émile Bertaux. L’art dans l’Italie meridionale, Rome 1978, V, p. 879; P. BELLI D’ELIA, Italia Romanica. La Puglia, Milano 1986, pp. 453-454; M. S. CALÒ MARIANI, L’arte medievale e il Gargano, in La Montagna sacra. S. Michele- Monte Sant’Angelo. Il Gargano, a cura di G. Bronzini, Galatina 1991, pp. 77-81; M. MILELLA LOVECCHIO, S. Maria di Pulsano. Monte Sant’Angelo, in Insediamenti benedettini in Puglia cit. (nota 2), pp. 51-65; G. FOSSI, Un insediamento benedettino sul lago di Lesina e qualche problema di arte medievale in Italia meridionale, in L’esperienza monastica cit. (nota 2), pp. 263-284; G. BERTELLI, Il monastero di S. Maria di Pulsano sul Gargano. Nuovi dati sulla origine e sulle fasi insediative, in Pellegrinaggi, Pellegrini e Santuari sul Gargano. Atti del V Convegno di Studi (Sannicandro Garganico, 6-7- giugno 1998), a cura di P. Corsi, San Marco in Lanis 1999, pp. 45-67; G. BERTELLI, S. MOLA, L’abbazia di Santa Maria, in L’Angelo la Montagna e il Pellegrino. Monte Sant’Angelo e il santuario di San Michele del Gargano. Archeologia. Arte. Culto. Devozione. Dalle origini ai nostri giorni. Mostra documentaria (Monte Sant’Angelo-Roma, 25 settembre 1999-6 gennaio 2000), a cura di P. Belli D’Elia, Foggia 1999, pp. 118-129; G. BERTELLI, Le diocesi della Puglia settentrionale. Aecae, Bari, Bovino, Canosa, Egnathia, Her- donia, Lucera, Siponto, Trani, Vieste. Corpus della Scultura Altomedievale XV, Spoleto 2000, pp. 339-341; G. BERTELLI, La chiesa abbaziale di Santa Maria a Pulsano, in Puglia preromanica dal V secolo agli inizi dell’XI, a cura di G. Bertelli, Bari-Milano 2004, pp. 51-59; G. BERTELLI, S. Maria in Pulsano sul Gargano: una ipotesi di lettura delle sequenze insediative di età medievale, in I Longobardi dei ducali di Spoleto e Be- nevento, Atti del XVI Convegno internazionale di studi sull’alto medioevo (Spoleto, 20-23 ottobre 2002-Benevento 26-27 ottobre 2002), Spoleto 2003, pp. 1169-1185. Il cosiddetto “eremo” di Santa Margherita presso l’Abbazia garganica di S. Maria di Pulsano: una cellula di insediamento rupestre tra vocazione religiosa del contesto e utilizzo agricolo-pastorale PASQUALE FAVIA, ROBERTA GIULIANI Riassunto Questo contributo riporta i dati relativi all’analisi archeologica di una serie di insediamenti rupestri disseminati nei valloni discendenti dal sito dell’abbazia di S. Maria di Pulsano, sul Gargano, con un particolare approfondimento della ricerca applicata a uno di essi, denominato Santa Margherita. Tradizionalmente definiti “eremi”, questi poli si qualificano piuttosto come forme abitative miste, parte in grotta e parte in muratura, con destinazioni di tipo residenziale e di servizio ad attività agricole e di allevamento. La frequentazione prevalente sembra essere collocabile fra età bassomedievale e primi secoli dell’età moderna; in questa fase, alcune grotte furono in effetti adibite a funzione religiosa. Un contributo a queste valutazioni è offerto da una specifica analisi delle murature che definiscono spazi più ampi e articolati intorno e dentro le grotte. Abstract This contribution reports the data related to the archaeological survey of a series of rocky settlements spread around the deep valleys sloping down from S. Maria di Pulsano’s abbey, on the Gargano promontory, through the deeper analysis of one of those, called Santa Margherita. Traditionally defined as “hermitages”, these poles are qualified rather as mixed buildings, partly in caves and partly in masonry, with different functions: from residential and service functions to agricultural and breeding ones. These sites seem to be inhabited from the Late Middle Ages to the first centuries of the modern ages; during that period, some caves were actually used for religious purposes. A contribution to these evaluations is offered by a specific analysis of the masonry which defines wider and more articulate areas around and inside the caves. 13.Favia_Layout 1 28/11/11 14.38 Pagina 109