Blake Wilson Dante’s Forge: Poetic Modeling and Musical Borrowing in late Trecento Florence …Passando [Dante] per porta San Piero, batendo ferro uno fabbro su la ‘ncudine, cantava il Dante come si canta uno cantare a tramestava e versi suoi, smozzicando e appiccando, che parea a Dante ricever di quello grandissi- ma ingiuria. Non dice altro, se non che s’accosta alla botega del fabbro, la dove avea di molto ferri con che facea l’arte; piglia Dante il martello e getalo per la via, piglia le tanaglie e geta per la via, piglia le bilance e geta per la via, e così gitò molti ferramenti. Il fabbro, voltosi con uno ato bestiale, dice: «Che diavol fate voi? Sete voi impazzato?» Dice Dante: «O tu che fai?» «Fo l’arte mia», dice il fabbro, «e voi guastate le mie masserizie, gitandole per la via». Dice Dante: «Se tu non vuogli che io guasti le cose tue, non guastare le mie…» Dis- se il fabbro: «O che vi guast’io?» Disse Dante: «Tu canti il libro [mio] e non lo di’ come io lo feci; io non ho altr’arte, e tu me la guasti…» Il fabbro, gonia- to, non sapendo rispondere, raccoglie le cose e torna al suo lavorio; e se volle cantare, cantò di Tristano e di Lanceloto e lasciò stare il Dante. Franco Saccheti, Trecentonovelle, Novella XCIV 1 In this amusing novella, Saccheti places Dante within earshot of a blacksmith who is singing Dante’s verses ‘the way one sings a cantare, mixing up things, cuting and puting back together the words.’ An outraged Dante begins throwing the blacksmith’s tools into the street, explaining to the stunned fel- 1. franco saccheti, Il trecentonovelle, a cura di Antonio Lanza, Sansoni, Milano 1993, pp. 231-2.