15 STATO REGIONALE E FEDERALISMI MASSIMO CAVINO SOMMARIO: 1. Dalla Costituente agli anni ottanta. L’attuazione e la di- fesa del regionalismo. – 2. Gli anni novanta: dal dibattito sulla forma federale dello Stato alla definizione di una politica costituzionale fe- deralista. – 3. La riforma e la mancata controriforma. – 4. Il punto di arrivo nel federalismo fiscale. 1. Dalla Costituente agli anni ottanta. L’attuazione e la difesa del re- gionalismo «Così come molti temevano che la Repubblica fosse un salto nel buio, mentre ora si vede che è stato un passo magnificamente fatto con le scarpe ai piedi e con gli occhi aperti, così oggi si ha paura del federali- smo e non se ne parla, o se ne parla con una certa preoccupazione. Ma un salto nel buio, se mai è stato il passaggio improvviso da una vita ita- liana che non era più unitaria da tanti secoli, ad una formazione di Sta- to burocratico centralizzato. L’unitarismo dei giacobini in Francia fu sto- ricamente logico perché i giacobini avevano ereditato lo Stato unitario di Luigi XIV. In Italia, invece, se una eredità storico-politica si è avuta, è stata quella dei vari stati in cui era diviso il paese, ed avrebbe dovu- to condurre all’unità federale». Con queste parole Emilio Lussu introduceva il tema del federalismo nella “discussione sulle autonomie locali” all’Assemblea costituente 1 . Si trattò di una voce sostanzialmente isolata. Il Costituente non prese seriamente in considerazione l’ipotesi fede- rale ed elaborò un modello compromissorio che da una parte conser- 1 Cfr. La Costituzione della Repubblica nei lavori preparatori della Assemblea Co- stituente , vol. VII, Commissione per la Costituzione, II sottocommissione, seduta del 27 luglio 1946, Roma, 1971, 829.