Gerusalemme e Carlo Maria Martini di Ester Abbattista Dieci porzioni di bellezza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevuto nove. Dieci porzioni di scienza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevuto nove. Dieci porzioni di sofferenza sono state accordate al mondo dal creatore e Gerusalemme ne ha ricevuto nove 1 . Nel ricordare il card. Carlo Maria Martini non si può omettere il suo legame con Gerusalemme. Un legame che è come un tessuto: sull'ordito della Parola di Dio si intrecciano fili diversi. Primo fra questi è senz'altro il suo amore per la Parola, la sua passione per il mondo della Bibbia: quale biblista potrebbe rimanere estraneo o distaccato dalla città in cui la Parola trova il suo inizio e il suo compimento? "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore (Is 2,3). Un secondo filo, sempre legato al primo, è il carattere universale di questa città, destinata ad essere tale non solo per uno, o due popoli, ma per tutta l'umanità: Iscriverò Raab e Babilonia fra quelli che mi riconoscono; ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato. Si dirà di Sion: "L'uno e l'altro in essa sono nati e lui, l'Altissimo, la mantiene salda". Il Signore registrerà nel libro dei popoli: "Là costui è nato". E danzando canteranno: "Sono in te tutte le mie sorgenti" (Sal 87,4-7). E Carlo Maria Martini non era solo un pastore di un piccolo gregge, ma il suo sguardo e il suo cuore erano aperti ad ogni uomo e ad ogni donna che incontrava sulla sua strada, indipendentemente dalla sua fede, religione o nazione. Il terzo filo è caratterizzato dalla passione per la pace, l'essere operatore di pace, dimensione che l'amato cardinale ha vissuto durante il suo servizio pastorale a Milano, nel dialogo con i terroristi delle brigate rosse, e che è diventata sempre di più la ragione più profonda del suo vivere, anche quando le sue forze lo stavano lentamente abbandonando: divenire una incessante preghiera di intercessione per la pace 2 . E, finché ha potuto, ha voluto esserlo nella città che porta inscritto nel suo nome la sua vocazione finale: Gerusalemme, città della pace 3 . 1 Testo ispirato al Midrash Esth. Rab 1:17 e citato da C.M. Martini, “Gerusalemme: storia, mistero e profezia”, Atti della XXVI settimana biblica, 1. 2 “Se la pace è dono di Dio, se da questo dono può nascere un processo di pacificazione, allora occorre una preghiera di intercessione che si unisca alla preghiera di Gesù […]. Io cerco di vivere qui la mia preghiera di intercessione, anzi le ho dato il primo posto, la priorità su tutto ciò che intendo fare qui a Gerusalemme [...]”: C.M. Martini, Da Betlemme al cuore dell'uomo, Edizioni Terra Santa, Bari 2013,63-64. 3 Secondo una etimologia popolare il nome Jerushalaim significherebbe proprio città dello shalom, della pace. 1