La parola agli studenti: le ICT a scuola Congresso Nazionale AICA 2013, Atti del Convegno, ISBN 9788898091164 La parola agli studenti: le ICT a scuola Isabella Donato Phd Student LCTIC (Lingue Culture e Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione) Scuola di Nuove Tecnologie per le Scienze Umane e Sociali Università degli Studi di Genova isabella.donato@edu.unige.it This contribution reports the results from surveys designed to measure high school student review on the use of educational technology. The responses attested to the interest of the student towards the technologies applied to teaching, but also the limits of ICT. Keyword: digital technology; digital natives; teachers 1. Introduzione Negli ultimi anni il Ministero dell’Istruzione ha avviato un Piano nazionale per la scuola digitale, investendo 100 milioni di euro nell’acquisto di più di 34.800 LIM e nella formazione di 83.000 docenti; inoltre ha finanziato 416 classi su tutto il territorio nazionale con “Azione cl@sse 2.0”, coinvolgendo 1.350 docenti e 13.500 studenti, con un impegno finanziario di 3.750.000 euro. Ascoltando la voce dei docenti, però, emerge anche un’altra realtà: infatti i dati sulla diffusione dell’Information and Communication Technologies (d’ora in poi, nel testo, ICT) andrebbero correlati al loro uso effettivo. La formazione rivolta ai docenti appare, nella pratica, inferiore rispetto alle effettive esigenze (l’ISTAT conta nel 2011 più di 680.000 docenti): perciò accanto a esperienze di eccellenza nell’uso delle tecnologie, convivono situazioni in cui, per esempio, le LIM non sono utilizzate o lo sono in modo limitato. Uno dei punti cruciali, quindi, del gap tra la diffusione e l’utilizzo degli strumenti tecnologici appare essere proprio la formazione: la maggior parte degli insegnanti coinvolti nel progetto di digitalizzazione, pur esprimendo un giudizio positivo sull’introduzione delle tecnologie e sui cambiamenti conseguenti degli studenti, osservati in termini di impegno e motivazione, individua da un lato la necessità di personale di supporto, dall’altro la mancanza di incentivi economici [OECD, 2013], facendo emergere diversi errori in questa politica di innovazione e diffusione degli strumenti informatici [Parigi, 2009]. Questa è la situazione vista dalla parte degli insegnanti, ma dalla parte degli studenti? Come dei liceali giudicano l’introduzione di strumenti tecnologici in classe? Percepiscono dei cambiamenti nella didattica dei docenti? Il loro parere è importante non solo perché diretti interessati e protagonisti della scuola, ma anche in quanto espressione di una generazione. Infatti si tratta di studenti tra i 14 e i 19 anni, nati, cioè, negli anni Novanta. Già la generazione dei ragazzi degli anni Ottanta è stata etichettata con varie espressioni: “generazione Y”, termine apparso nel ’93 sulla rivista Advertising Age, “Millennials” [Strauss e Howe,1992], “Net Generation” [Tapscott, 1998], “nativi digitali” [Prensky, 2001] o “I -Generation” [Rosen, 2010]. Le caratteristiche di apprendimento sono differenti, perché modellate e prodotte dall’uso degli strumenti tecnologici; e i cambiamenti sono incessanti, tanto che ora si parla di “digital wisdom” [Prensky, 2009]. Parallelamente a questa serie di trasformazioni sarà interessante osservare quando il gap tra nativi e immigrati digitali sarà azzerato, cioè quando entreranno nel mondo dell a Scuola docenti nati dopo gli anni ’80. Ora, infatti, considerato che gli ultracinquantenni nella Scuola di Secondo Grado sono oltre il 50 % [EACEA et al, 2012; OECD, 2013a], la diffusione di pratiche innovative nella didattica è ostacolata non solo dalla mancanza di formazione e aggiornamento degli insegnanti, ma dalle loro abitudini nelle relazioni con la tecnologia. Infatti, se consideriamo i dati ISTAT (http://www.istat.it/it/archivio/78166), dopo i 54 anni la percentuale di individui che utilizza il personal computer e internet è inferiore al 50 %, mentre quella dei giovani tra gli 11 e i 34 anni è di, rispettivamente, 78 e 76%. Il divario sembra confermato anche dall’Indagine conoscitiva sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia nel 2012, realizzata da Telefono Azzurro ed Eurispes: solo il 17% del campione degli studenti afferma che in classe la LIM è utilizzata quotidianamente. 2. Scenario Questo contributo nasce dall’intento di riflettere su come un gruppo di studenti, di età ed esperienze diverse, vive l’utilizzo delle tecnologie in un Liceo di Savona che ha puntato molto sulla dotazione tecnologica: nel giro di qualche anno, le LIM in aula sono passate da 3 (dato del settembre 2012 da Scuola in chiaro