245 Corpo e azione nell’esperienza estetica. Una prospettiva neuroscientifica VITTORIO GALLESE L’Arte è eterna, ma non può essere immortale. È eterna in quanto un suo gesto, come qualunque altro gesto compiuto, non può non continuare a permanere nello spirito dell’uomo come razza perpetuata... Rimarrà eterna come gesto, ma morrà come materia. Lucio Fontana, Primo Manifesto dello Spazialismo, 1947 È con grande piacere che ho aderito all’invito dell’amico Ugo Morelli a scrivere questo piccolo contributo come postfazione del suo stimolante libro Mente e bellez- za. In questo libro Morelli sintetizza un lavoro decennale di interrogazione sulla condizione umana e sulla dimensione estetica, svolto con curiosità, entusiasmo, amore e passione, qualità che traspaiono chiaramente da queste pagine. Morelli non ha paura di attraversare confini e steccati disciplinari, riuscendo a fare dialogare la filosofia con la biologia, la psicoanalisi e le neuroscienze, con una grandissima at- tenzione agli aspetti epistemologici. Il risultato è una mirabile sintesi che è tanto più interessante in quanto non costituisce uno sfoggio erudito di eclettismo multidisci- plinare, ma rappresenta un importante contributo alla ridefinizione della nozione di estetica e creatività, che sa cogliere il contemporaneo mutamento di paradigma, trasversale alle scienze umane e a quelle biologiche. Un mutamento di paradigma che mette in evidenza l’ineludibile dimensione incarnata dell’intelligenza e della creatività umane. Uno dei punti di forza del libro è rappresentato dalla capacità di Morelli di cogliere la singolare comunanza tra arte e scienza. Entrambe sono espres- sione specifica della condizione umana. Entrambe sono volte a interrogare l’invisi- bile per renderlo visibile. In queste poche pagine desidero illustrare alcuni aspetti della contemporanea ricer- ca neuroscientifica che possono integrare, spero utilmente, alcuni degli affascinan- ti temi affrontati nel libro. La scommessa è quella di mostrare come il riduzionismo metodologico neuroscientifico, se non diviene riduttivamente ontologico, ha la po- tenzialità non solo di dialogare con le scienze umane traendone ispirazione, ma an- che di fornire a esse importanti sollecitazioni, forse rilevanti per ridefinirne nozioni, concetti, teorie. testi Mente e bellezza 19-07-2010 10:59 Pagina 245