DE SANCTORUM CULTU Elementi di devozione agiologica Vito Sibilio “Per i Santi che sono sulla terra, uomini nobili, è tutto il mio amore” (Salmo XV, 3) La devozione ai Santi, della cui necessità si è detto parlando delle devozioni in genere, ha un fondamento cristologico, pneumatologico ed ecclesiologico. Il primo si ravvisa nel fatto che ogni Santo è tale in quanto redento da Cristo; la devozione al Santo è dunque un onore reso all’efficacia dell’azione salvifica; il secondo dipende dal fatto che l’attore principale della santificazione è lo Spirito Santo, che ancora ora abita nell’anima glorificata del Santo in Cielo; il terzo dipende dal fatto che il Santo è parte della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, al Quale viene reso onore tributandone ai Suoi membri dislocati nelle tre Chiese della Comunione dei Santi. In essa vi è infatti non solo la Chiesa militante, ma anche la Espiante e la Trionfante. Essa ci interessa, in quanto unita a noi e a Cristo nello Spirito, per la fondazione del culto dei santi. NATURA E FORME DELLA DEVOZIONE AI SANTI La Chiesa Trionfante è la Chiesa dei Santi in Paradiso. E’ l’approdo ultimo delle Anime Purganti, la meta degli Eletti della Terra, la massima perfezione per ora esistente del Pleroma, in attesa della Fine del Mondo, quando i Predestinati, con anima e corpo, saranno tutti con Cristo, realizzando pienamente il mistero della Chiesa in eterno. Allora nella Chiesa Celeste avverrà l’apocatastasi delle altre due, riassorbite in essa definitivamente. Allora la Chiesa sarà solo degli Eletti e non più anche dei Chiamati. Fino a quel momento, in questa Chiesa Celeste ci sono solo le Anime dei Santi. La natura della Beatitudine del Paradiso ci sfugge nella sua più intima essenza. Sappiamo tuttavia che i Santi non sono tutti uguali: quelli che vissero con maggior perfezione hanno una gloria più alta. Ma tutti vedono e godono Dio in modo pieno e appagante, senza traccia di infelicità. Alcuni arrivano in Cielo senza passare per il Purgatorio. Ma chi sono i membri della Chiesa Celeste? Sotto Nostro Signore Gesù Cristo, il Capo del Corpo che è la Chiesa, la Pienezza di Colui Che si realizza in tutte le cose (Ef 1, 22-23), alla Madre Sua Maria SS., Madre della Chiesa stessa, già glorificata in Cielo in Anima e Corpo, nonché al Patriarca San Giuseppe, si dispongono i Cori Angelici e le Schiere dei Santi. Dei Cori Angelici abbiamo detto; basti ricordare che l’Arcangelo San Michele è il più vicino al Trono di Dio, il Santo più nobile dopo lo stesso Padre Putativo del Verbo Incarnato 1 . Ora descriviamo il modo in cui le Schiere si mostrano, nelle loro differenti perfezioni, alla contemplazione e alla venerazione dei fedeli della Chiesa Militante e di quella Espiante, secondo le vocazioni alle quali Dio chiamò in terra i vari loro componenti, mostrando ancora una volta la natura della Chiesa come Comunione Gerarchica. Noi non possiamo quantificare la gloria e la perfezione di ciascun Santo, ma possiamo tuttavia indicare l’ordine delle loro categorie. Per cui la descrizione della Chiesa Trionfante si può risolvere in una agiologia, ossia in una teologia della santità. 1 Tra gli Spiriti Celesti, accanto a lui dobbiamo ricordare i Santi Arcangeli Gabriele e Raffaele.