Legnago, Fondo Paviani. Il sito arginato dell’età del Bronzo. Campagna di indagini 2012 Michele Cupitò, Giovanni Leonardi, Cristiano Nicosia, Elisa Dalla Longa La quinta campagna di indagini nel sito arginato di Fondo Paviani efettuata dall’équipe protostorica del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, ha avuto il duplice obiettivo di analizzare le caratteristiche archeologiche generali e di veriica- re lo stato di conservazione dei depositi del settore corrispondente all’angolo nord-orientale del grande insediamento 1 . L’area in questione, infatti, posta a cavallo dell’imponente e complesso sistema di perimetra- zione dell’abitato 2 (ig. 1, 1-2), rappresenta un punto chiave per la comprensione della struttura e dell’or- ganizzazione interna dell’insediamento – in quanto, come è noto, ha restituito la quasi totalità delle ceramiche di tipo egeo-miceneo in esso rinvenute e alcuni indicatori di lavorazione in loco dei materiali vetrosi 3 – ma corrisponde anche a uno dei settori del sito maggiormente a rischio, in quanto fortemente intaccato sia dalle normali attività agricole sia da straordinari interventi di spianamento volti a rego- larizzare la supericie dei campi. 1 La campagna di indagini oggetto della presente nota è stata inanziata con fondi del Comune di Legnago, del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e del Ministero dell’Uni- versità e della Ricerca Scientiica – Progetto PRIN 2008 “Centri fortiicati nella protostoria italiana. Organizzazione e controllo del territorio, sistemi di potere e scambi tra Europa continentale e Mediterraneo”. Come per tutte le precedenti campagne, fon- damentale si è rivelato tuttavia il sostegno logistico e operativo del Consorzio di Boniica Veronese, per cui si ringrazia in modo particolare l’ing. Stefano De Pietri, e del Centro Ambientale Archeologico-Museo Civico di Legnago, per cui si ringrazia il dott. Federico Bonfanti. Un ringraziamento particolare va inoltre al sig. Tullio Paviani, proprietario dei terreni sui quali si è operato. L’in- tervento è stato diretto sul campo dal dott. Michele Cupitò e dal prof. Giovanni Leonardi del Dipartimento dei Beni Culturali; gli aspetti geoarcheologici sono stati seguiti dal dott. Cristiano Nicosia del Centre de Recherches en Archéologie et Patrimoine dell’Université Libre de Bruxelles; il coordinamento sul campo è stato curato dalla dott.ssa Elisa Dalla Longa, della Scuola di Dottorato in Studio e Conservazione dei Beni Archeologici ed Architettonici; i rilievi sono stati efettuati dal dott. David Vicenzutto, della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici; la lettura dei sedimenti di supericie è stata aidata al dott. Alvise Barbieri, dell’Università di Tübingen. Hanno partecipato alla campagna studenti dei corsi di laurea in Archeologia e Scienze Archeologiche e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici; in particolare: Ilaria Albertini, Vanessa Baratella, Alessandra Bassi, Tommaso Beschi, Cinzia Bettineschi, Luigi Magnini, Ilaria Pantano, Irene Pittarello, Sara Rossetto, Michela Ruzzante, Ester Salgarella, Gaia Sinigaglia, Antonio Strafella, Roberta Varetto, Lucrezia Zaccaro. 2 Balista et al. 2012. 3 Cupitò, Leonardi 2010; Cupitò 2011. Sul piano operativo si sono quindi efettuati una serie di carotaggi esplorativi mirati – integrati da lettura contestuale dei sedimenti di supericie – e un survey sistematico ad alta intensità 4 . I carotaggi esplorativi Come si è accennato, l’obiettivo principale della campagna di carotaggi eseguita in parallelo al survey è stato quello di testare il locale stato di conservazione dei depositi archeologici e, più nello speciico, di ve- riicare l’eventuale presenza di lembi di stratiicazione abitativa ancora in posto e di valutare l’estensione e lo spessore dei livelli residui del terrapieno. Nel set- tore in esame, infatti, l’apparato arginale, in quanto intaccato più che altrove dalle attività agricole, risulta assai poco leggibile attraverso le foto aeree. I sondaggi, efettuati mediante carotatore ma- nuale di tipo Edelman con diametro di 5 cm e, in alcuni casi, con sgorbie da 3 e 5 cm, sono stati con- dotti lungo quattro linee parallele con andamento Ovest-SudOvest/Est-NordEst a cadenza regolare di 10 m; in alcuni casi tale frequenza è stata incre- mentata con carotaggi intermedi (ig. 1, 3). Ogni linea di carotaggi intercetta sia l’area interna al sito prossima al terrapieno sia il terrapieno stesso; solo il transetto più settentrionale intercetta invece anche il fossato perimetrale e l’immediato fuori-sito, al di là del terrapieno. Dal punto di vista della profondità, tutti i sondaggi si sono arrestati al livello delle torbe sedimentarie – le c.d. “torbe sub-boreali” – che rap- presentano la base della sequenza locale. Nel com- plesso i sondaggi efettuati ammontano a ventinove. Il lavoro di rielaborazione e lettura interpretativa delle sequenze è ancora in corso; di seguito si fornisce comunque una descrizione preliminare delle macro- unità stratigraiche individuate, procedendo dal basso all’alto del deposito: 1) substrati luvio-palustri, costituiti alla base dalle torbe sedimentarie – le c.d. “torbe sub-boreali” –; ad esse si sovrappongono sabbie micacee alluvionali ben cernite alla base che, verso l’alto, passano a 4 Per le notizie riguardanti le precedenti campagne di scavo si rimanda a Leonardi, Cupitò 2008 e 2009; Cupitò 2010 e Balista et al. 2012. Per un inquadramento del ruolo del sito di Fondo Paviani nel quadro del mondo terramaricolo e delle dinamiche politico-territoriali successive al suo collasso si vedano Leonardi 2009; Cupitò, Leonardi 2010 e Cupitò et al. 2012.