Santa Croce in Lecce incarnazione dell’architettura salentina Per cogliere le particolarità del barocco leccese, è necessario comprendere il retroterra culturale che l’ambiente salentino aveva alle spalle nel momento in cui, in tutto il resto della Penisola, si manifestavano Umanesimo e Rinascimento. Il processo di sviluppo del Rinascimento nel Salento è totalmente diverso da quello che si verifica in Italia Centrale. Nel Salento si riscontra una resistenza al latino e alla romanizzazione. Questa resistenza è senza dubbio uno dei caratteri generali che uniscono i diversificati contributi di varie culture, che sembrano fondersi nell’ambiente culturale e artistico leccese. L’apporto classicista qui arriva e si manifesta attraverso sistemi culturali complessi che, nei secoli precedenti, si erano concretizzati con gli svevi, gli angioini e gli aragonesi; a tale componente daranno un contributo notevole i gesuiti. Il linguaggio architettonico, animato da “vivacissimo fermenti autoctoni e rafforzato dalle resistenze al latino (resistenza che è continuo rilancio dell’identità culturale più genuina)” 1 , si sviluppa in maniera varia nei contesti urbani e nei centri di produzione culturale locale, ma sostanzialmente omogenea nel territorio salentino. Già queste prime caratteristiche possono far comprendere la particolarità del contesto in cui si sviluppa il barocco leccese e della sua diversità rispetto a quello che Bernini inventa per Roma e che avrà dei suoi riverberi a Napoli. Quello che emerge dalle soluzioni architettoniche leccesi è una specie di fantasia sfrenata, di sovrabbondanza ornamentale, di vorticosità plastica che è peculiare perché, al fianco degli architetti progettisti, sembrano operare delle maestranze in assoluta libertà. Questa caratteristica può suggerire una sorta di lavoro parallelo tra architetto, scultore e addobbatore. Sembra prefigurarsi, dunque, un’operazione corale a guisa dei cantieri delle cattedrali medievali. A Lecce questa collaborazione artistica appare inclinarsi verso una dimensione artigiana, “frutto della continuità di un repertorio figurativo che affonda le proprie radici molto lontane nel tempo, all’epoca della grande fioritura del Romanico pugliese” e anche “più in là, nell’eternità grecità del Salento, nel virtuosismo orgiastico-dionisiaco di un mondo rurale geloso delle sue connotazioni culturali e reattivo all’estremo ove le veda minacciate da insediamenti forestieri ed estranei alle sue più radicate tradizioni” 2 . Questo non significa che influenze esterne non arrivino nel capoluogo salentino, ma si può comprendere come esistano alcune caratteristiche precise che rendono il barocco leccese particolare all’interno del panorama artistico nazionale. Innanzitutto occorre far chiarezza, a livello generale, sul significato del barocco in architettura e la sua incidenza strutturale su edifici preesistenti. Se si è d’accordo sul carattere estremamente fantasioso delle architetture barocche, questo è dovuto allo sviluppo e all’affermazione del carattere fastoso degli apparati effimeri che, a partire dal Cinquecento, ricoprivano strade, chiese, palazzi durante importanti avvenimenti di carattere civile e religioso. Questo può spiegare anche il motivo della nascita a Lecce, proprio tra il XVI e XVII secolo, dell’arte della cartapesta ancora oggi perpetuata da abili artigiani. Gli apparati provvisori addossati alle facciate delle chiese divennero spunto e riferimento per progetti più stabili e duraturi. L’effetto scenografico fu preso ad esempio per costruzioni stabili e per sovrapposizioni a strutture preesistenti. In molti casi il decorativismo plastico ricoprì le facciate, gli altari, le colonne di chiese costruite molti secoli addietro, solo per restare ad esempi di edilizia religiosa. A Lecce le novità dell’arte barocca furono proposte secondo un doppio binario: da un lato la costruzione di edifici ex novo e quindi un barocco architettonico; dall’altra parte, un acceso formalismo e decorativismo di sfrenata fantasia ed esuberanti giochi prospettici che definisce una specie di barocco decorativo, cioè quello che si sovrappone a strutture di epoche precedenti. A Lecce vivono entrambe le espressioni di questo barocco che si individuano in due edifici esemplari: - la chiesa di san Matteo, tipica costruzione ex novo di un’architettura propriamente barocca; 1