25 2007 Definizione dei profili personali per ottimizzare l’assistenza umanitaria internazionale: contributo della grafologia Optimizing international humanitarian assistance through the definition of personal profiles: the role of graphology Antonella Grazia De Rosa 1 , Antonella Pacini 2 , Elena Scaroni 1 , Flavia Riccardo 1 , Lorenzo Nardi 1 , Gianluca Russo 3 , Laura Elena Pacifici 1 1 Croce Rossa Italiana, Ufficio Attività di Cooperazione e Sviluppo Sanitario Internazionale; 2 Croce Rossa Italiana, Soccorsi Speciali; 3 Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, Università degli Studi di Roma, “La Sapienza” L a curiosità di esaminare e comprendere le differenze nello scrivere risale a tempi anti- chi: sembra infatti che i Cinesi per primi ab- biano cercato di individuare il complesso rap- porto fra scrittura e le caratteristiche personali dello scrivente [1]. La relazione che intercorre fra la scrittura e le caratteristiche personali dello scrivente ha infatti destato interesse nei fi- losofi sin dal I secolo a.C.: Aristotele scriveva a proposito dell’espressività del gesto scrittorio “come il discorso rivela le concezioni dell’anima, così la scrittura rivela il discorso e la concezione” [2] e Svetonio nella Vite dei Dodici Cesari si soffermò sulla descrizione della scrit- tura di Augusto per mettere in luce alcune par- ticolarità caratteriali [2]. Nel XVII secolo fu pubblicato il primo lavoro specifico sull’argomento da Camillo Baldi (1547-1634), docente dell’Università di Bologna, dal titolo Trattato come da una lettera missiva si co- noscano la natura e le qualità dello scrittore (In Carpi, 1622). Johann Kasper Lavater (1741-1801) propose al- cune leggi per l’interpretazione della persona- lità attraverso la scrittura ed in Francia nel 1830 nacque una Società grafologica con una scuola dalla quale è emersa la figura di Jean-Hippolyte Michon (1806-1881) al quale si deve la parola grafologia e, allo stesso tempo, la definizione dei criteri per evidenziare nella scrittura il riflesso delle componenti psichiche di un individuo. Si sono successivamente formati vari capi- scuola della disciplina grafologica: Jules Crè- pieux-Jamin (1859-1940) che ha aggiunto siste- maticità al lavoro del suo predecessore e un mi- gliore assetto psicologico alla grafologia; Ludwig Klages (1872-1956), pioniere della grafologia tedesca, che ha focalizzato l’atten- zione sull’importanza del movimento e della dinamicità della scrittura; Max Pulver (1889- 1952), che è considerato come uno degli espo- nenti più validi della scienza grafologica e pa- dre della affascinante teoria del Simbolismo Spa- ziale che è tuttora parte integrante del sistema grafologico. Particolare attenzione merita l’opera svolta da Padre Girolamo Moretti (1879-1963), padre della grafologia italiana, che ha pubblicato nel 1914, sotto lo pseudonimo di Umberto Koch, il Manuale di Grafologia (la prima delle numerose e sempre più arricchite edizioni del Trattato di grafologia [3], ancora oggi testo base della grafo- logia italiana). Partendo dal presupposto che la personalità individuale sia dinamica, Padre Moretti ha sottolineato la necessità di valutare la continua evoluzione che sempre ne caratte- rizza l’unicità ed ha definito un metodo rigo- roso, oggettivo e trasmissibile basato su segni Le Infezioni in Medicina, Supplemento 1/2007