343 laura candiotto e stefano sangiorgio * EMANUELE SEVERINO: LA VERITÀ DI OGNI COSA I nostri occhi credono di vedere ciò che è impossibile che essi vedano, ossia un mondo in perpetuo divenire, nel quale, incessantemente, tutto ciò che è, scaturendo dal nulla, diventa sempre di nuovo altro da sé, per diventare, infine, nuovamente nulla. 1 Giorgio Brianese Introduzione Il pensiero di Emanuele Severino ha una “nobile profondità” 2 e un’origi- nalità alle quali è impossibile rimanere indifferenti. Propone infatti una tra- sfigurazione delle categorie con cui tradizionalmente leggiamo la realtà, a cominciare da quelle di tempo e mortalità. Siamo abituati a pensare la vita come divenire, cioè come una temporanea emersione dal nulla, a cui la mor- te riconsegna tutto: per Severino questa evidenza del divenire, sulla quale la civiltà occidentale è fondata, è una fede nell’impossibile, una tragica follia che occulta la verità dell’essere. Tramite un ritorno alle origini dell’ontologia greca, il filosofo dimostra che ogni cosa è già da sempre salva dal nulla ed è dunque eterna: la totalità dell’essere è oltre il tempo, in una vita infinita. Per comprendere il significato di questa tesi, da molti contestata ma ca- pace di mostrare una coerenza eccezionale, è opportuno citare gli influssi filosofici che l’hanno preparata: sapere “da dove viene” un autore è infatti una delle vie privilegiate per comprendere “dove va e come ci va”. 3 * Gli autori da più di dieci anni discutono e leggono insieme i testi di Severino. Pur essendo il testo pensato e rivisto a quattro mani, attribuiamo per fini accademici l’introduzione e le pratiche numero uno e due a Sangiorgio e il commento e le pra- tiche numero tre e quattro a Candiotto. 1 G. Brianese, “L’eterno che è qui”, in L. Taddio (a cura di), A lezione da Emanuele Severino. La guerra e il mortale, Mimesis, Milano-Udine 2010, pp. 29-87, p. 73. 2 Così si esprime Socrate, per indicare la personalità di Parmenide, in: Platone, Te- eteto, 184 a 1. 3 Per un’analisi più approfondita della formazione del giovane Severino e per una sin- tesi generale del suo pensiero, si rinvia all’agevole e preciso studio: L. Messinese, Né laico, né cattolico. Severino, la Chiesa, la filosofia, Edizioni Dedalo, Bari 2013.