A CHE SANTO VOTARSI. L’INFLUSSO DEI GRANDI TERREMOTI DEL 1703 SULLA CULTURA POPOLARE. Viviana Castelli e Romano Camassi Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Milano (In pubblicazione negli atti del Convegno di Studi”Settecento abruzzese. Eventi sismici, mutamenti economico-sociali e ricerca storiografica” L’Aquila, 29-31 ottobre 2004.) Introduzione La paura e il suo contraltare, la ricerca di rassicurazione e protezione, sono all’origine delle più svariate manifestazioni umane: riti, feste, interdetti, comportamenti pubblici e privati, molto insomma di quanto si riassume nell’espressione generica “le mentalità” 1 . Questo saggio è un primo abbozzo di storia delle risposte a una paura specifica: quella suscitata dai grandi terremoti del 1703, la maggior catastrofe sismica che abbia colpito l’Italia centrale in età moderna. Il suo scopo è cercare di capire se le risposte alla paura del 1703 siano rientrate nella norma di un contesto di modelli di comportamento consolidati nel tempo o se vi abbiano introdotto degli elementi di novità: come e quanto, insomma, i terremoti del 1703 abbiano influito sulla cultura popolare. Usiamo l’espressione “cultura popolare” in senso antropologico, intendendo per “cultura” l’insieme dei valori e modalità di giudizio, percezione ed espressione che dà forma e colore a un dato ambito sociale e dando all’aggettivo “popolare” l’accezione di “comune a una vasta maggioranza”. Siamo a un crocevia tra più discipline: il tema è dell’antropologia storica, i metodi sono storici e a far da sottofondo c’è una lunga consuetudine di lavoro nel campo della sismologia storica 2 , senza la quale questo saggio non sarebbe mai stato neanche pensato. Il soggetto è vasto, elevato il rischio di ripetere cose note ai lettori o magari ricordate in altri saggi presenti in questo volume: confidiamo nell’indulgenza dei lettori per un testo che in fondo vuole essere solo la messa a punto di una serie di problemi e spunti di ricerca, ciascuno meritevole di trattazione più estesa e approfondita di quanto non sia possibile entro i limiti di questo saggio e che proponiamo ai colleghi ricercatori come degno soggetto di un’indagine storica in larga misura ancora da fare. 1 Sul tema della paura e delle risposte alla paura nel mondo occidentale è d’obbligo il riferimento a un fondamentale trittico: J. DELUMEAU, La peur en Occident, Paris, Fayard, 1978, sulle paure individuali e collettive che pesavano sulle mentalità di antico regime; J. DELUMEAU, Le péché et la peur. La culpabilisation en Occident, Paris, Fayard, 1983, sul senso di colpevolezza alimentato per secoli dalla Chiesa e germe a sua volta del processo di scristianizzazione in atto dal Settecento in poi; J. DELUMEAU, Rassurer et protéger: le sentiment de sécurité dans l'Occident d'autrefois, Paris, Fayard, 1989, sull’evoluzione del bisogno di sicurezza attraverso i secoli e le misure poste in atto prima dalla Chiesa e poi dallo Stato per soddisfarlo. 2 Studio dei terremoti, condotto con i metodi della ricerca storica e su documenti storici (cioè descrittivi), per ricostruirne gli effetti sul terrritorio e migliorare la comprensione degli andamenti della sismicità. Per un inquadramento della disciplina: E. GUIDOBONI, M. STUCCHI, The contribution of historical records of earthquakes to the evaluation of seismic hazard, «Annali di Geofisica», XXXVI (1993), 3-4, pp. 201-215; Earthquakes in the Past. Multidisciplinary approaches, a c. di E . BOSCHI, R. FUNICIELLO, E. GUIDOBONI, A. ROVELLI, in «Annali di Geofisica», XXXVIII (1995), 5-6, pp. 473-1029.