111 Un archeologo al servizio della monarchia bulgara. La parabola politica di Bogdan Filov (1940-44) di Alberto Basciani Sotto la pressione dei cannoni dell’Armata rossa la giustizia bulgara si è mossa rapidamente. A Sofia i processi contro i criminali di guerra sono terminati con un colpo di fucile. I “Tribunali del popolo” aveva- no appena pronunciato la sentenza contro “i nemici del popolo” per aver “trascinato” la Bulgaria in guerra che il fuoco dei plotoni di esecuzione si è levato. Nell’affollata piazza antistante il Palazzo di Giustizia di Sofia una folla di 150.000 persone aveva ascoltato le 100 sentenze “senza appello” che sarebbero state immediatamente eseguite. I condannati hanno avuto appena il tempo di prepararsi all’eternità prima di esse- re condotti al loro destino. La parata dell’esecuzione ha compreso: tre ex reggenti: il principe Cirillo, fratel- lo dell’ultimo zar Boris iii e zio del giovane re Simeo- ne ii, l’ex premier professor Bogdan Filov, espansioni- sta bulgaro, l’uomo che aveva preferito fare la storia piuttosto che insegnarla; il generale Nikola Mikov, che aveva commesso l’errore di credere che l’esercito tede- sco fosse invincibile 1 . 1. 100 Death Sentences, in “Time Magazine”, 12 febbraio 1945. In realtà i condannati alla pena capitale in questa occasione furono esattamente 102 persone. Oltre ai 3 riportati nella citazione la lista dei fucilati comprendeva 2 ex premier, Dobri Božilov e Ivan Bagrjanov, 22 ex ministri, 9 consiglieri della Corona e 66 ex deputati al Narodno Săbranie (il Parlamento bulgaro). Questa, tuttavia, fu solo la prima ondata di esecuzioni, quella più spettacolarizzata. Nelle settimane immediatamente seguenti la purga continuò a imperversare implacabile e micidiale tra i ranghi della vecchia classe dirigente bulgara: furono processati ben 130 dei 160 parlamentari e, alla fine di marzo, risultarono eseguite un totale di 2.138 condanne a morte. Nel luglio del 1945, Georgi Petrov, il famigerato pubblico ministero di questi proces- si, poteva scrivere con soddisfazione al leader comunista Georgi Dimitrov – già segretario generale del Komintern e fino alla sua morte (febbraio 1949) futuro nuovo padrone dei destini della Bulgaria comunista – che i quadri dirigenti del vecchio regime potevano essere considerati eliminati quasi completamente. Cfr. Stephen D. Kertesz, The Fate of Central Europe, Hopes and Failures of American Policy, University of Notre Dame, Notre Dame 1956, Guida_def_CS4.indd 111 Guida_def_CS4.indd 111 23/12/10 18:01 23/12/10 18:01