MASSIMO MORETTI DALLE «PANCACCE» AI PIATTI PERCEZIONI E RAPPRESENTAZIONI DEL TURCO NELLA CULTURA POPOLARE ITALIANA DEL CINQUECENTO Questo contributo si articola in tre sezioni apparentemente autonome ma legate da un filo conduttore: l’intenzione di sondare, attraversando l’intero seco- lo XVI, la complessa questione della diffusione in Italia di notizie sul Turco e sul mondo ottomano e le reazioni generate da tale flusso di notizie sia nelle classi colte sia nella cultura popolare. Dalla paura alla curiosità, sino alla minacciosa valutazione, in special modo da parte del ceto politico, intellettuale e artistico deluso, di una possibile alternativa di vita sotto il dominio e l’ala protettiva della Sublime Porta. Si è tentato, in tre tappe, di mostrare come il sentimento di paura nei confronti del musulmano, a partire dalla seconda metà del XV secolo, sia stato soggetto a una lenta corruzione, i cui echi si ravvisano nelle rappresentazio- ni depotenziate del nemico (ad esempio in certe maioliche montelupine e deru- tesi), sintomo di un esotismo incipiente ma certamente ancora episodico. Nella seconda metà del Cinquecento proseguono, infatti, i percorsi carsici di una reto- rica antiturca alla quale, come mostra il caso di studio dei maiolicari urbinati, prendono parte artisti, cantastorie e poeti dilettanti, sospinti dai clamori delle incoraggianti vittorie cristiane di Malta nel 1565 e Lepanto nel 1571. Notizie e giudizi sul Turco tra avvertimento del pericolo e alternativa possibile. Dalla caduta di Costantinopoli (1453) alla difesa vittoriosa di Vienna da parte dei cristiani guidati da Giovanni III Sobieski (1683), la questione turca è stata uno tra gli argomenti più sentiti e discussi dalla società europea. In coincidenza con la resa della capitale bizantina agli Ottomani di Maometto II e con le prime sperimentazioni della stampa a caratteri mobili 1 , la pubblicistica, 1 Tra i primissimi testi stampati a Magonza vi è il cosiddetto Calendario Turco il cui titolo è Un’esortazione della Cristianità contro i Turchi (Eyn manung der cristenheit widder die Durken ). Il testo invita a raccolta le forze cristiane per l’anno 1455, con scadenze sequenziali: il papa a gen- naio, a febbraio l’imperatore, a marzo i re della penisola balcanica, in aprile gli altri sovrani, a Storie intrecciate. Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni (Mediterraneo, secc. XVI-XIX), a cura di Serena Di Nepi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2015 ISBN (stampa) 978-88-6372-572-8 (e-book) 978-88-6372-573-5 – www.storiaeletteratura.it