(/) PASTORIS, Federico Dizionario Biogra+co degli Italiani - Volume 81_online (2015) di Matteo Piccioni PASTORIS, Federico. – Nacque nel maggio del 1837 ad Asti, da Paolo e da Giulia Teresa Micheletti, Cglia di Irene Lagrange, nipote del noto matematico. Suo nonno Carlo Luigi Pastoris, erede dell’antica famiglia oriunda di Cigliano (VC) che conta numerosi rami nobiliari, ottenne l’elevazione a contea del feudo di Casalrosso il 10 luglio 1773 (Spreti, 1935, p. 452). Benché il padre volesse indirizzarlo verso studi di matematica, in continuità con eminenti membri della famiglia materna, Pastoris preferì dedicarsi alla pittura, seguendo le lezioni dell’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Enrico Gamba, dal quale prese l’interesse per la pittura di storia, orientandosi verso soggetti di genere medievale, come testimoniano le opere con cui esordì pubblicamente alle esposizioni della Promotrice di Torino del 1859 e del 1860, Un messaggio del secolo XV e Allevante, miniatore 5orentino del secolo XV. Alla Promotrice torinese del 1861 espose Gloria Avvenire...!, un dipinto di genere che incorporava echi dell’immaginario della bohème francese. Più importante nell’evoluzione della personalità artistica di Pastoris fu tuttavia la presenza alla medesima mostra dei dipinti di Telemaco Signorini e Vincenzo Cabianca: schierandosi in loro favore, e dimostrando di comprenderne a fondo la poetica, Pastoris fu infatti tra i primi sostenitori del loro lavoro (Pastoris, 1861). Il contatto con le sperimentazioni dei toscani portò l’artista ad interessarsi della pittura di paesaggio, divenendo una delle Cgure di spicco della cosiddetta “Scuola di Rivara” – insieme a Carlo Pittara, Alfredo D’Andrade, Vittorio Avondo, Enrico Reycend, Carlo Bertea e altri – che, tra il 1862 e il 1872, operò alcune delle principali sperimentazioni italiane sul