Silvana Kühtz silvana.kuhtz@unibas.it Percorso sostenibile la chiusura del cerchio dalle emissioni alle foreste Silvana Kühtz 6 giugno 2012 – seminario nel corso di Urbanistica DICEM, Università della Basilicata Matera, silvana.kuhtz@unibas.it Un seme nascosto nel cuore di una mela è un invisibile meleto. Proverbio inglese 1. INTRODUZIONE Sempre più frequentemente manager, imprenditori, cittadini, si trovano, nel prendere decisioni economiche o strategiche e sociali, a doverle guardare contemporaneamente anche dal punto di vista dello sviluppo sostenibile. E questo anche per le nuove normative internazionali ed italiane che guardano alla possibilità di minimizzare gli impatti provocati dall’uomo sul pianeta. Qualsiasi attività produttiva, qualsiasi attività dell’uomo produce emissioni inquinanti. La comunità scientifica ha stabilito di valutare tutte queste emissioni in termini di CO 2 equivalente. Ognuno di noi può prima di tutto ridurre i propri consumi, può poi calcolare le sue rimanenti emissioni di CO2eq 1 e generare una compensazione mediante un uguale quantitativo di CO2 immobilizzata da qualche serbatoio ad hoc. Questo processo è una compensazione. In particolare in questa dispensa ci occupiamo di un progetto di compensazione volto a valorizzare i comportamenti sostenibili e la capacità di assorbire CO2 delle risorse boschive e agricole italiane. 2. RISCALDAMENTO GLOBALE Il riscaldamento globale terrestre provocato dalle emissioni antropogeniche di gas serra costituisce una reale minaccia per l’uomo sia per le inquietanti conseguenze ambientali, sia per i costi (umani, ambientali ed economici) che tale realtà comporterebbe (IPCC 2007). Inoltre ben sappiamo che questi effetti non cessano di riflettersi anche sul bacino del Mediterraneo il che evidenzia una nuova crescente sfida per noi. L’economista inglese Sir Nicholas Stern ha nel 2007 (Stern 2007) preso in esame tutte le osservazioni scientifiche relative alle cause ed agli effetti dei cambiamenti climatici, valutandone le conseguenze economiche in termini di costi e rischi. Le conclusioni di questo studio sono che: 1. C’è ancora tempo per evitare impatti determinanti ma è necessario intervenire subito; 2. I costi da affrontare se si interviene subito per mitigare i cambiamenti climatici sono pari all’ 1% del PIL globale, invece i costi imputabili ai cambiamenti climatici senza interventi possono arrivare al 20% del PIL globale; 1 da questo momento in poi quando si parla di CO2 ci si riferisce alla CO2eq che rappresenta le emissioni totali di gas serra, pesate sulla base del loro contributo all’effetto serra, per dire la stessa cosa si parla anche in termini di impronta di carbonio (carbon footprint).