FLUSSER STUDIES 19 1 Antonio Sofia Tutta unaltra Storia? Social network, narrazioni e identità digitali Dallo zio Remo ai panettieri di Boston “Lo zio Remo (si tratta sempre dello stesso Remo, il quale per il signor Fulvio è un cognato, per la signora Lisa un fratello, per la portiera un ragioniere, per il giornalaio un cliente, per il vigile urbano un pedone e per Enrica, giustappunto, uno zio: quante mai cose può essere una sola persona!)…” Nella raccolta Novelle fatte a macchina del 1973, Gianni Rodari pubblica “La bambola a transistor” (97-102), racconto natalizio in cui reinterpreta con la consueta acutezza alcuni temi già della fantascienza di Asimov (1950), ricollocandoli in un’Italia confusa e scomposta dai riverberi politici, culturali, estetici dell’automatizzazione. Lo zio Remo può essere tante cose e tra queste si succedono i connotativi dei rapporti familiari, la sua professione, la sua funzionalità rispetto al potere economico e istituzionale. Nel suo essere tante cose lo zio Remo potrebbe non sapere più come realizzare un’identità capace di tenerle insieme. Siamo in piena società postindustriale (Bell, 1976), e negli Stati Uniti Alvin Toffler (1971: 52) riduce e descrive il cambiamento antropologico a cui si stava sottoponendo la classe media, costretta a inseguire una affermazione professionale sempre meno stabile, attraverso l’idea di una transitorietà ritmica: “[…] cose, luoghi, persone, organizzazioni e idee sono le componenti fondamentali di tutte le situazioni. È il rapporto personale dell’individuo con ognuna di queste componenti a strutturare la situazione. E sono precisamente questi rapporti a divenire, man mano che si determina l’accelerazione nella società, abbreviati, compressi l’uno contro l’altro, nel tempo. Rapporti che un tempo si protraevano a lungo, hanno adesso più brevi prospettive di vita. È questa abbreviazione, questa compressione, a far nascere la sensazione quasi tangibile di vivere, senza radici e incerti, tra dune mobili. La transitorietà, invero, può essere definita molto specificatamente nei termini della celerità con la quale si succedono i nostri rapporti”. La riflessione di Vilém Flusser non si ferma alla riduzione di Toffler: l’esposizione dello spazio abitato al vento turbinoso delle informazioni ha