100 notizie di Politeia, XXXI, 119, 2015. ISSN 1128-2401 pp. 100-102 Etica pubblica come filosofia civile mario riCCiardi* Public ethics as Civic Philosophy abstract: Gianfranco Pellegrino’s book is a bold and original contribution both to the literature on public ethics and to the current debate on political morality in Italy. One might object, however, to Pellegrino’s description of his own normative stance as distinct from political realism. Keywords: Public ethics, Moral dilemmas, Corruption, Italian politics, Mafia, Political realism, Moralism. Talvolta il titolo di un’opera può essere fuorviante. Questo è uno di quei casi. Se do- vessimo attenerci a quanto dichiara Gianfranco Pellegrino, che ne è l’autore, il testo che siamo chiamati a discutere (etica pubblica, Roma: Luiss university Press 2015) è una piccola introduzione all’etica pubblica. Su “piccola” non ho obiezioni. Pellegrino ha scritto un libro ragionevolmente breve (poco più di cento pagine) che può essere letto con profitto, e non senza gusto, anche da chi non è familiare con la filosofia. Qualche perplessità l’avrei invece su “introduzione”. Infatti, se è vero che questo non è un prodotto pensato esclusivamente per gli addetti ai lavori, non mi pare si possa affermare che sia soltanto un vademecum per chi voglia comprendere cosa sia l’etica pubblica e perché dovremmo tenerne conto. La mia impressione di lettore è che questo libro sia nato effettivamente come un’introduzione all’etica pubblica, e che sia, come accade spesso in questi casi, il distillato dell’esperienza dell’autore come insegnante. Ma che, strada facendo, sia diventato anche qualcosa di diverso: un esercizio intel- lettuale coraggioso e originale, il tentativo, da parte di un filosofo che si occupa di etica normativa, di fare i conti con la storia recente del proprio paese. Con i dilemmi irrisolti che continuano a turbarne l’opinione pubblica. L’esito è un testo il cui valore risiede nella chiarezza e nell’efficacia con cui presenta i concetti e i problemi dell’e- tica pubblica, ma non si esaurisce in questo. Perché è anche una testimonianza civile. Che mostra come lo sconcerto e l’indignazione non siano necessariamente ostacoli al desiderio di comprendere la storia, di trovare spiegazioni e di articolare giustificazioni. Devo confessare che questo secondo aspetto del libro non mi è apparso imme- diatamente nel suo significato. Anzi, la sensazione iniziale che mi ha provocato la scelta di Pellegrino di impiegare quasi esclusivamente esempi tratti dalla storia italiana recente (le poche eccezioni sono alcuni esempi fittizi, nei quali però non si fatica a riconoscere riferimenti a personaggi e vicende politiche del nostro paese) è stata di * Professore associato di Filosofia del diritto, università degli Studi di Milano.