69 “A voi gran lodi e allo stampatore gran guadagno.” Vincenzo Valgrisi stampatore e libraio del “Dioscoride” del Mattioli Ilaria Andreoli* P ietro Andrea Mattioli pubblicò la prima edizione della sua traduzione italiana dei cinque libri del De materia medica di Pedacio Dioscoride nel 1544, a Venezia, in un solo volume di 442 pagine stampato da Nicolò Bascarini, un libraio bresciano installatosi in laguna due anni prima. 102 Il testo riguardava una disciplina allora di grande attualità e ne riproponeva, in una nuova traduzione commentata, proprio l’autore più importante e studiato. 103 L’editio princeps della traduzione latina, attribuita a Costantino Africano con il commento di Pietro Padovano, era stata stampata per la prima volta nel 1478 a Colle Val d’Elsa dal prototipografo iammingo Johannes de Medemblick; erano seguite le due edizioni aldine dell’originale greco, nel 1499 e nel 1504, mentre l’anno seguente era apparsa a Firenze presso Filippo Giunti una nuova traduzione latina del medico-semplicista iorentino Marcello Virgilio Adriani, che l’aveva arricchita di un commento a carattere ilologico. Nel corso del Cinquecento furono pubblicate nuove traduzioni umanistiche condotte sul testo greco: quella, fondamentale, del medico e botanico Jean de Ruel uscì a Parigi nel 1516 e all’inizio dell’anno seguente ne fu stampata a Venezia un’altra, postuma, realizzata da Ermolao Barbaro tra il 1482 e il 1489. Una prima traduzione italiana piuttosto divulgativa, inine, opera del letterato e poligrafo Sebastiano Fausto da Longiano, vide la luce a Venezia nel 1542. 104 La nuova traduzione del Mattioli, condotta sulla versione latina del Ruel (riproposta anche a Venezia nel 1538 da Giovanni Antonio Nicolini da Sabbio), era di gran lunga più aidabile e aveva un respiro ben diverso: per ogni semplice descritto dal medico greco, infatti, gli amplissimi discorsi et comenti et doctissime annotationi et censure non erano solo di ordine ilologico, ma anche pratico, con indicazioni utili soprattutto per il riconoscimento di tutti i semplici già noti e l’integrazione di informazioni e citazioni tratte da altre fonti antiche. Presentata dal suo autore come “opera veramente non manco utile che necessaria” soprattutto agli speziali “de i quali a i tempi nostri pochissimi si ritrovino ch’intendino la * Il presente contributo è stato scritto durante una fellowship presso la Dumbarton Oaks Research Library and Collection, al cui personale scientiico e amministrativo vanno i miei più sentiti ringraziamenti. 102 Di Pedacio Dioscoride Anazarbeo Libri cinque Della historia, & materia medicinale tradotti in lingua volgare italiana da M. Pietro Andrea Matthiolo Sanese Medico. Con amplissimi discorsi, et comenti, et dottissime annotationi, et censure del medesimo interprete, Venetia, Per Nicolò de Bascarini da Pavone di Brescia, 1544. Su Bascarini, qualche informazione in G. Nova, Stampatori, librai ed editori bresciani in Italia nel Cinquecento, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2000, p. 174. 103 K. Meier Reeds, Renaissance Humanism and Botany, “Annals of Science” 33 (1976), pp. 519-542. 104 Per la vicenda editoriale dell’opera dioscoridea: J. Stannard, Dioscorides and Renaissance ‘materia medica’, “Analecta medico-historica”, I (1968), pp. 1-21; Idem, Sixteenth Century Commentator on Dioscorides, “Bibliographical Contributions”, I (1969), pp. 59-81: 65-67 e J.M. Riddle, Dioscorides, Catalogus translationum et commentariorum: Medieval and Renaissance Latin translations and commentaries annotated lists and guides, vol. IV, he Catholic University of America Press, Washington D.C. 1980, pp. 1-144.