© Edizioni FrancoAngeli PRIMING DEI CONCETTI DI ATTIVITÀ/PASSIVITÀ: LA VALORIZZAZIONE DELL’INTENZIONALITÀ NELLA CODIFICA E NELLA INTERPRETAZIONE DI EVENTI/COMPORTAMENTI PRIMING OF THE ACTIVITY/PASSIVITY CONCEPTS: THE VALUE OF INTENTIONALITY IN THE ENCODING AND INTERPRETATION OF EVENTS/BEHAVIORS John L. Dennis* , **, Aldo Stella° , °° * Università di Perugia, ** Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ° Università per Stranieri di Perugia, °° Università “La Sapienza” di Roma Introduzione L’uomo tende a cercare una spiegazione dei fenomeni che osserva e questa spiegazione si fonda soprattutto su una relazione: la relazione cau- sale. Il fenomeno osservato viene cioè assunto come un effetto del quale si ricercano le cause e queste cause costituiscono la spiegazione dell’e- vento. Quanto detto vale in generale per ogni scienza, ma in particolare vale per la psicologia, la quale, quando si occupa di azioni e di comporta- menti, va alla ricerca delle cause che possano spiegarli. La teoria dell’at- tribuzione (Heider, 1958; Jones & Davis, 1965; Kelley, 1971) prende le mosse proprio da questo tipo di spiegazione, che si propone di rendere esplicito (“s-piegare” significa, appunto, “togliere le pieghe”, dunque “rendere manifesto”) ciò che inizialmente si mantiene nascosto, ma che costituisce la genesi del fenomeno osservato. Ebbene, le cause o i fattori che entrano in gioco nella produzione di un comportamento sono molteplici, ma possono venire comunque distinti in base al loro collocarsi su due diversi livelli: un primo livello, che Malle (1999) definisce intenzionale, e un secondo livello, che definisce non in- tenzionale. Nel livello intenzionale si collocano tutti quei fattori che atte- stano la volontà cosciente del soggetto e che costituiscono le ragioni delle sue azioni. Di contro, si dispongono sul livello non intenzionale tutti quei fattori che sono estranei all’intenzione e che possono essere intesi come gli aspetti fisici, concernenti l’organismo o l’ambiente, che entrano in gio- co automaticamente nel configurarsi di un’azione o di un comportamento. 341 Ricerche di Psicologia, 3/2010 N.B. Copia ad uso personale. Non ne è consentita la condivisione e/o la messa a disposizione al pubblico su rete pubblica o privata, sia in forma gratuita sia a pagamento.