Abstract The study trip in 2013 to Asia Minor (Turkey) undertaken by students of the Classic Architecture course from the University of Bari, represented an opportunity for authentic design to be used as an instrument to investigate ancient architecture and periods time. The visit to the archaeological site allowed students to reflect on international design whilst being in a position to view and understand a lost architecture through its plants and remains. Keywords: The representation of Archeology, Asia Minor, architectural representation. Il mondo delle idee ha sempre bisogno di un’espres- sione esterna per arrivare a produrre realtà materiali e immateriali e presumibilmente, in questo senso, il mezzo grafico risulta ancora uno strumento efficace per crearne una narrazione. 1 Il viaggio dell’architetto rappresenta un’esperienza singolare in cui memoria e inesplorato s’intrecciano irregolarmente durante una medesima dimensione temporale, dove il disegno conserva l’idoneità per fermare su carta ogni singolo pensiero e ogni più intima osservazione. L’azione nel delineare e tracciare segni su un supporto, compreso quello più tradizionale (la carta…), con movimenti corporali corrisponde a disegnare. 2 Esisterebbe ancora la tendenza di affidarsi ad un disegno libero da stru- menti ricercati e sofisticati recuperando le sembianze del disegno primordiale ed essenziale, il più prossimo alla forma di pensiero prodotto con l’esclusivo uso della mano libera. La storia dell’architettura rafforza l’omaggio nei confronti del viaggio-studio che costituisce, ancora, un valido e necessario percorso per la comprensione e l’apprendimento dell’architettura. La conoscenza del sito in maniera diretta imprime nella memoria una conoscenza che difficilmente sarà trascurata anche perché i livelli di conoscenza saranno diversi. Il processo di analisi mentale tenta di spiegare o rilevare quali siano stati i passaggi che hanno determinato un risultato architettonico, urbano, ambientale e quali variabili ne hanno definito forma, composizione, funzione, struttura, ecc. Tale processo suppone una selezione, una gerarchizzazione dell’informazione ricevuta in qualche maniera e condizionata dalla storia, dai gusti, dagli interessi personali e dalle indagini pregresse in genere. Esiste pertanto una valorizzazione soggettiva della realtà indagata. 3 In realtà lo sforzo tutto contemporaneo di prote- zione e custodia del disegno dal vero si allontana notevolmente dalle necessità inderogabili del passato in cui per descrivere le realtà indagate non solo gli architetti si affidavano al disegno, ma anche chiunque avesse desiderato intraprendere un viaggio esplorativo che comportava, infatti, ingaggiare un disegnatore 4 . Oggi esistono varie forme di cattura dell’immagine ma nonostante l’ampio uso della fotografia (anche con uno Smart phone) si conserva di quegli epici viaggi, l’idea che almeno l’apprendimento possa essere an- cora supportato dal disegno dal vero in quanto sintesi di un momento ragionato e individuale. Allo stesso tempo se anacronistico sarebbe rifugiare o negare i nuovi strumenti suggeriti dall’innovazione tecnolo- gica, appare altrettanto corretto aprirsi anche a ritroso nel tempo per salvaguardare ogni forma di lettura individuale e allontanare posture altamente dogma- tiche. Il disegno manuale appare esprimere invece la sua massima valenza se riflettiamo sulla convivenza, in esso, di capacità di discretizzazione diretta e memo- rizzazione ma anche imprecisione e irrazionalità che fanno parte dell’espressione personale e privata dell’architetto. C’è l’obiettivo di raccontare la visione naturale senza vincolarsi al realismo ma piuttosto alla percezione delle proporzioni, eliminando parti o rafforzandone alcune, evidenziando cioè i concetti e Anastilosi del Viaggio (nel mondo antico) Massimo Leserri Uso exclusivo del Coordinador