123 Architetture di metallo nel paesaggio contemporaneo Architetture di metallo nel paesaggio contemporaneo Agribusiness Paesaggio & Ambiente -- Vol. XIV - n. 2, Marzo 2011 ALESSANDRO PREMIER Università IUAV - Venezia Metal Architecture in Contemporary Landscape. Despite the use of metals in buildings has a long tradition, the use of metallic coverings on facades is relatively recent. Over the past twenty years this type of facades has begun to appear in towns, along the major highways and even in non-urban places of our country. How do you configure the ratio of these volumes with the architectural landscape? What are the relationships that develop between the metal skin of the building and its context? Is there a logic design in these metal skins or is it just the application of a fashion? A research conducted within the Unit “Color and Light in Architecture” at Iuav University of Venice tries to answer these questions through a journey that leads us to view a selection of scenarios. Nonostante l’uso dei metalli nelle co- struzioni abbia una traduzione pluri-se- colare, l’utilizzo di rivestimenti metal- lici nei prospetti de- gli edifici è un fatto relativamente re- cente. Nel 1929 Richard Buckmin- ster Fuller progetta la Dymaxion House, una casa interamente pre- fabbricata rivestita di lamiera di alluminio. Nel 1937 Jean Prouvé, un fabbro francese, realiz- za le facciate completamente metalliche della Maison du Peuple di Clichy. In Italia invece il metallo mantiene il ruolo tradizionale di ma- teriale per le coperture di importanti edifici, esattamente come nel Rinascimento. Il Palaz- zo dell’Arengario a Milano (1937) degli archi- tetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini ne è un esempio tipico. Le architetture con prospetti interamente rivestiti in metallo nel nostro paese sono ri- maste per lungo tempo un fatto legato essen- zialmente alle costruzioni industriali, dove è stato sempre richiesto un alto grado di prefabbricazione. Negli ultimi vent’anni però il fenomeno ha cominciato a coinvolgere an- che altre tipologie di edifici e questo tipo di prospetti ha cominciato a comparire anche nei centri abitati, lungo importanti arterie stradali ed anche in contesti non propriamente urbani. Penso, ad esempio, alle Cantine Rotari a Mezzocorona (TN) di Alberto Cecchetto (1998). Immerse nei vigneti della Piana Rotaliana con lo sfondo delle Dolomiti Trenti- ne. Sono dominate dall’ambiente circostante: l’Autostrada del Brennero, il fiume Adige, la trama delle coltivazioni, i terrazzamenti, le im- ponenti montagne rivolte verso la Val di Non. I volumi di prismi irregolari, rivestiti di lamie- ra bianco-argentea, lungo l’Autostrada scintil- lano lucidi sotto il sole estivo. Chiari i riferi- menti all’architettura de-costruttivista di Frank Gehry o Daniel Libeskind. I nostri territori di antica antropizzazione sono caratterizzati dalla molteplicità e dalla varietà di paesaggi e ambienti, tutti eccellentemente