Dato controverso! Clinical usefulness of 99m Tc-MIBI scintigraphy in the postsurgical evaluation of patients with differentiated thyroid cancer. Utilità clinica della scintigrafia con 99m Tc-MIBI nella valutazione postoperatoria dei pazienti con tumore tiroideo ben differenziato. Campennì A, Violi MA, Ruggeri MR, Sindoni A, Moleti M, Vermiglio F, Baldari S. Nuclear Medicine Communications. 2010, 31:274-9. RIASSUNTO Descrizione dell’articolo: Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente con tumore differenziato della tiroide (DTC), dopo la tiroidectomia, prevede il trattamento radio metabolico con 131 I (RAI) con finalità terapeutica a scopo ablativo e, contemporaneamente, diagnostica per l’identificazione precoce di residuo/metastasi. Tuttavia, in una parte di pazienti, il tessuto neoplastico perde la capacità di captazione dello iodio inficiandone in varia misura l’efficacia. Da questo presupposto è scaturita la necessità di identificare metodiche alternative alla scintigrafia con 131 I; tra queste sono state proposte la FDG-PET e la scintigrafia con 99m Tc-MIBI 1, 2 . In questo lavoro è stata valutata, in 82 pazienti affetti da DTC (54 carcinomi papillari e 28 carcinomi follicolari, di cui 3/28 a cellule di Hurthle), l’utilità clinica della scintigrafia con 99m Tc-MIBI nella fase iniziale del follow-up (prima della RAI) dei pazienti con DTC, partendo dal presupposto che questa metodica presenta elevata sensibilità, in alcuni casi superiore a quella della scintigrafia con 131 I 3-5 , con la possibilità aggiuntiva di essere associata a immagini SPECT. I risultati dello studio hanno evidenziato che la scintigrafia con 99m Tc-MIBI è in grado di identificare il 90% delle metastasi linfonodali e il 91% delle metastasi a distanza, con una concordanza del 100% nei confronti della scintigrafia con 131 I; la capacità di individuare il residuo tiroideo si è al contrario rivelata notevolmente inferiore rispetto alla scintigrafia con 131 I (65 vs 100%). Conclusioni degli autori: secondo gli autori, la scintigrafia con 99m Tc-MIBI sembra essere utile nell’identificare i pazienti con malattia metastatica nella fase immediatamente precedente la RAI, consentendo una migliore definizione della prognosi e una più adeguata scelta terapeutica; a causa però della sua scarsa capacità di identificare il residuo tiroideo, la scintigrafia con 99m Tc-MIBI non è in grado di sostituire la scintigrafia con 131 I, rappresentandone quindi un metodo complementare e non alternativo. COMMENTO Negli ultimi anni numerosi studi hanno valutato l’utilità della scintigrafia con 99m Tc-MIBI nel follow-up del paziente con DTC. A fronte di lavori che dimostrano elevata sensibilità per la ricerca di recidiva/metastatizzazione 3, 6, 7 , indipendentemente dal grado di captazione dello 131 I, ve ne sono altri di segno contrario 8, 9 . Anche in questo studio la scintigrafia con 99m Tc-MIBI ha dimostrato elevata sensibilità e specificità, con una concordanza del 100% rispetto alla scintigrafia con 131 I, nell’individuare le metastasi, sia linfonodali che a distanza, in pazienti affetti da DTC. Il limite principale della metodica è rappresentato, secondo gli Autori, dalla scarsa capacità nell’individuare il residuo tiroideo, quando effettuata in fase preablativa. I principali vantaggi sono il fatto che il MIBI può essere accumulato anche dalle metastasi non iodo-captanti e non richiede la sospensione della l-T4. Infatti, la captazione da parte delle cellule è indipendente dal TSH ed è essenzialmente legata al contenuto in mitocondri e al loro metabolismo 10 .