Un tenero fior, un’ analisi testuale di Canto 214 del Canzoniere “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono/ di quei sospiri and’io nudriva’ l core/ in sul mio primo giovenile errore,/quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’sono.” Al primo del Canzoniere Petrarca ha scritto con il tono retrospettivo, dicendoci che le rime sparse sono dei ricordi del suo “giovenile errore”. Nota che ha usato il verbo “essere” di due “tesi”: era e sono, per manifestare il cambiamento che ha duvuto affrontare. Qusti due “essere” sono messi al primo e alla fine nel versetto con il “altr’uom” nel mezzo, che figurativamente mostrebbe il processo di transformazione e segnerebbe lo sforzo di creare un spazio poetico in cui il poeta cercava di ottenere l’ascendenza d’anima come Dante o sant’ Agostino, ma non è riuscito. Menzionato la scrittura retrospecttiva, dobbiamo fare riferimento a un’altro poeta che è famoso per questa scrittura, Dante. Sappiamo che Dante ha vaggiato attraverso dal’ inferno al paradiso, e dopo il suo ritorno ha scritto la Divina Commedia secondo i ricordi: “ Veramente quant’io del regno santo/ ne la mia mente potei far tesoro, /sarà ora materia del mio canto.”(Par. 1:10-12). La retrospezione dantesca si manifesta un processo di conversione, una narrazione il cui impalcatura l’ego nuovo rivaluterà l’ego vecchio. Tuttavia, per Petrarca, non c’è un momento di conversione, né una traccia del’ascendenza; avendo percorso dele battaglie, dolori e rammarichi, Petrarca era ritornato al stato precedente. In questo caso, più che tradire semplicemente il modo di conversione dantesco o agostiano, Petrarca ha certato di costruire il suo modo letterario di conversione e poi lo decomponeva, consapevolmente e in consapevolmente. La distruzione (letteraria o ideologica che siano) potrebbe funzionare solo a condizione che c’è un centro; quindi per distruggere il modo di conversione Petrarca dovrebbe prima incorporarlo al suo Canzioniere . Il rifermento fatto da Petrarca a Dante ha ritirato molti somiglianze che sottolineano l’intera storia di conversione dello spirito umanisto mentre sovvertendo, nel contempo, il scrittorio di Dante.Per investigare le divergenze del modo di conversione fra Dante e Petrarca(o Sant’ Agostino probibilmente), vorrei fare un confronto trastestuale tra il canto 214 e 1