1 Maurizio Balsamo Spettri. L’identità, fra psicoanalisi e antropologia 1 “La famiglia non era affatto equilibrata, molti dei componenti avevano un‟incrinatura”. Zola, La bestia umana 1. L’inferno perduto Nell‟opera di Zola, osservava G. Deleuze nella Logica del senso, sono distinguibili due “eredità”: la piccola e la grande. “La piccola eredità è quella degli istinti, nel senso in cui condizioni e generi di vita degli antenati o dei genitori possono radicarsi nel discendente e agire in lui come una natura, a volte a distanza di generazioni… Quali che siano i salti che essa opera, questa eredità degli istinti trasmette qualcosa di ben determinato, e quello che trasmette, lo riproduce, è eredità del Medesimo”. L‟altra, l‟incrinatura, “trasmette solo se stessa, è un‟eredità a carattere diffuso, che definisce una famiglia neuropatologica (…) procede in modo continuo, impercettibile e silenzioso (…) ciò che trasmette non si lascia determinare come qualcosa di particolare, ma è necessariamente vago e diffuso” 2 . Fra l‟eredità dell‟istinto, il passaggio di consegne patologiche tra generazioni, e l‟incrinatura intorno alla quale si dispiegano le singolarità brulicanti, in una posizione di ricezione e di modulazione del trasmesso, vi sono ovviamente interferenze, connessioni. Ma la differenziazione sgombra il campo sia da una concezione ingenua della singolarità, intesa come spazio autopoietico, privo di mandati e di destini, intendendola anzi come ciò che si costituisce in questo passaggio, sia da una trasmissione inerente solo alla storicità prossimale. L‟incrinatura, la declinazione che si flette in una forma di vita (il ciclo dei Rougon Macquart, ad esempio), appare come la potenzialità di una struttura che cerca, nell‟istinto singolare, d‟inverarsi. “Cosa si distribuisce intorno all‟incrinatura, cosa brulica sui suoi bordi? Ciò che Zola chiama i temperamenti, gli istinti.. Attraverso l‟incrinatura, l‟istinto cerca l‟oggetto che ad esso corrisponde nelle circostanze storiche e sociali del suo gene re di vita: il vino, il denaro, il potere, la donna… L‟incontro fa risuonare l‟incrinatura” 3 . Tra il primo e il secondo tipo di eredità vi è la stessa differenza che si pone fra la trasmissione di una specifica condizione, ad esempio l‟alcolismo familiare, (Deleuze la chiama “l‟identità storica”, quella che può trasmettere anche caratteri acquisiti, “nella misura in cui la formazione dell‟istinto [da intendersi qui come l‟appercezione del trasmesso] non è scindibile dalle condizioni storiche”), e la singolarità di una condizione psichica che si dispiega nel tempo “epico”, nel tempo che travalica la durata di vita di una generazione, come una tara ereditaria, una modalità di iscrizione che silenziosamente, indistintamente, si offre ai nuovi venuti perché essi la raccolgano. Quello che appare degno di nota è che il primo tipo di identità si articola intorno alla 1 Questo lavoro riprende, con alcune modifiche, un testo pubblicato su Psiche, 1, 2002. Ringraziamo la direzione della rivista per l‟autorizzazione alla pubblicazione. 2 G. Deleuze, Logica del senso, Feltrinelli, Milano, 1975,pag.284 3 Idem, pag.283