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Capitolo 16
Traumi intestinali e mesenterici
Viola Valentini, Grazia Loretta Buquicchio, Barbara Sessa, Margherita Trinci, Vittorio Miele
SOMMARIO
Semeiotica TC delle lesioni
mesenteriche traumatiche 169
Conclusioni 174
Epidemiologia e meccanismo d’azione
L’intestino e il suo meso rappresentano la terza sede di lesione nei
traumi chiusi dell’addome, dopo il fegato e la milza. Lesioni trauma-
tiche dell’intestino e del mesentere si riscontrano nel 5% dei pazienti
sottoposti a laparoscopia esplorativa dopo trauma chiuso dell’addo-
me. Si stima che la frequenza delle lesioni del mesentere e dell’inte-
stino isolate, cioè non associate a traumi degli organi parenchimatosi,
sia all’incirca tre volte maggiore.
L’incidenza di questa patologia è in aumento dopo l’introduzione
delle cinture di sicurezza, che comprimendo le anse contribuiscono a
creare un’ansa “chiusa” in cui l’incremento di pressione endoluminale
può determinare una lesione da scoppio.
Inoltre, l’incidenza è significativamente maggiore nell’età pediatri-
ca, in relazione all’incompleta maturazione della muscolatura della
parete addominale.
Le lesioni traumatiche dell’intestino e del mesentere sono di dif-
ficile diagnosi clinica: infatti, i dati obiettivi e laboratoristici sono
poco specifici e i sintomi di irritazione peritoneale hanno spesso
presentazione tardiva o, nei traumi maggiori, vengono mascherati
da ulteriori lesioni concomitanti. Tale affermazione è valida partico-
larmente per le lesioni traumatiche dell’intestino tenue, il cui conte-
nuto è caratterizzato da pH neutro, scarsa carica batterica e debole
attività enzimatica.
La sede più comune delle lesioni intestinali traumatiche è l’intesti-
no tenue (70%). In particolare, sono più esposti a traumi i segmenti
adiacenti a punti di fissità, anatomici o acquisiti: il digiuno prossimale
vicino al legamento di Treitz, l’ileo distale a ridosso della valvola ileo-
cecale, i segmenti intestinali in prossimità di briglie o aderenze.
La seconda sede in ordine di frequenza è rappresentata dal colon
(20%). A tale livello, i tratti in cui l’intestino è fisso (ascendente e
discendente) sono esposti a lesioni di maggiore entità rispetto alle
porzioni dotate di meso (trasverso e sigma), dove prevalgono le alte-
razioni di tipo contusivo.
Il duodeno rappresenta la localizzazione più rara della patologia
intestinale traumatica (10%); le sue caratteristiche anatomiche (orga-
no prevalentemente retroperitoneale, a stretto contatto con il rachi-
de dorsale) giustificano la tipicità dei reperti diagnostici in caso di
perforazione.
La prima causa di eventi traumatici è rappresentata dai traumi della
strada (70-85%), seguiti dalle aggressioni e dai traumi da precipitazione.
I meccanismi patogenetici alla base delle lesioni traumatiche sono
sostanzialmente tre:
1. schiacciamento, per compressione diretta del tratto gastro-
intestinale tra un oggetto (volante, cintura di sicurezza) e i corpi
vertebrali;
2. strappamento, da brusca decelerazione, che determina una
trazione tangenziale tra una porzione intestinale fissa (punti di
fissità anatomici o acquisiti) e una porzione mobile;
3. scoppio, per aumento improvviso della pressione
endoaddominale. L’ansa si rompe quando la pressione
endoluminale supera la tensione della parete.
In molti casi, i tre meccanismi agiscono in combinazione e le lesio-
ni prodotte sono il risultato del contributo relativo di ciascuno.
IL RUOLO DEL RADIOLOGO
Secondo le più recenti linee guida, gran parte dei pazienti con trauma
addominale chiuso oggi viene gestita in maniera non operativa,
anche in presenza di lesioni degli organi parenchimatosi. La gestione
conservativa, tuttavia, espone potenzialmente al rischio di una
diagnosi differita delle lesioni mesenterico-intestinali, con conseguente
significativo aumento della morbilità e della mortalità, legato a
emorragia, peritonite e sepsi.
Dati i limiti della valutazione clinica, nella diagnosi della patologia
traumatica dell’intestino e del mesentere l’imaging riveste un ruolo
centrale. Al radiologo non si chiede soltanto di individuare i segni
di lesioni mesenterico-intestinali traumatiche, ma anche di fornire
un’indicazione sulla significatività clinica di tali lesioni, avendo come
obiettivo la rapida identificazione delle condizioni che, richiedendo
un trattamento operativo – chirurgico o angiografico – immediato,
modificano la gestione del paziente traumatizzato. Tali condizioni
sono essenzialmente rappresentate dalla perforazione intestinale,
© 2010 Elsevier S.R.L. Tutti I Diritti Riservati.
DOI: 10.1016/B978-88-214-3156-2.00016-7
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