Analisi della componente microbica associata al detrito organico
nei sedimenti del lago vulcanico di Bracciano (Italia centrale)
A. Marone
a
, F. Andreoli
a
, E. Calizza
a
, P. Carlino
a
, A. di Lascio
a
, N. Marri
a
, M. Scarlatti
a
, E. Valentini
a
, O.
Maggi
b
, A. Zoppini
c
, M. L. Costantini
a
, L. Rossi
a,*
a
Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare, sezione Ecologia, Università di Roma “La Sapienza”, Via dei Sardi 70, 00185 Roma, Italia
b
Dipartimento di Biologia Vegetale, Università di Roma “La Sapienza”, p.le Aldo Moro 5, 00185 Roma, Italia
c
IRSA, Istituto di Ricerca Sulle Acque, CNR, via Reno 1, 00198 Roma, Italia
Abstract
La materia organica alloctona è una primaria sorgente di energia nei laghi. I principali agenti della rigenerazione
del carbonio e dei nutrienti contenuti nel detrito sono i microrganismi, in particolare funghi e batteri, che fungono
da intermediari nei flussi di energia trasformando il detrito in biomassa disponibile per altri livelli trofici. La stima
della biomassa microbica e le misure del tasso di respirazione forniscono indicazione sulla produzione di questi
intermediari.
L’obbiettivo dello studio è l’analisi della produzione microbica nel sedimento e la valutazione delle relazioni
esistenti tra le varie classi di decompositori. Campioni di sedimento sono stati prelevati, sia in inverno che in
estate, in siti rappresentativi di influenti variabili fisiche (acclivio, frattale di costa, fetch) e biologiche (vegetazione
ripariale) posti lungo il perimetro lacustre. La biomassa microbica totale è stata valutata per stima indiretta tramite
estrazione di ATP, quella batterica per conta diretta tramite microscopia ad epifluorescenza mentre quella fungina
tramite stima della concentrazione di ergosterolo con HPLC. In ogni sito è stato valutato il tasso di consumo di
ossigeno come misura della respirazione microbica ed inoltre è stata isolata la componente fungina di cui sono
stati effettuati il riconoscimento tassonomico e la stima quantitativa. Emergono promettenti risultati sui rapporti
tra diversità microfungina e altri parametri strutturali della comunità microbica.
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Keywords: microrganismi, sedimenti, respirazione, decomposizione
1. Introduzione
Negli ambienti lacustri il detrito organico, in
particolare quello di origine vegetale, può costituire
una porzione considerevole del bilancio energetico
(Cummins 1973, Carpenter 1980), fino a
rappresentare il 99% del bilancio totale (Cummins
et al. 1966, Fisher and Likens 1973, Cummins
1989).
La porzione particolata di tale detrito, CPOM ed
FPOM (Cummins e Klug 1979) di origine autoctona
o alloctona, si deposita sul fondo. È quindi nei
sedimenti superficiali, in particolare nella zona
litorale o sub-litorale maggiormente interessata
dall’apporto di materiale grossolano di origine
terrestre, che avviene la decomposizione.
I primi organismi coinvolti nel processo di
demolizione della sostanza organica e, quindi, nella
rigenerazione del carbonio e dei nutrienti in essa
contenuti, sono quelli unicellulari e pluricellulari
microscopici, in particolare batteri e funghi, in
quanto sono gli unici a possedere il corredo
enzimatico necessario a digerire sostanze altamente
energetiche ma difficilmente degradabili, come
cellulosa e lignina che possono costituire anche più
del 50% del detrito vegetale.
I microrganismi costituiscono cibo di elevato valore
nutritivo per i detritivori bentonici (Rossi 1985),
agiscono quindi da mediatori nel trasferimento
dell’energia potenziale contenuta nel detrito lungo
le catene alimentari lacustri, assumendo un ruolo
analogo a quello dei produttori nelle catene di
pascolo.
*Corresponding author. Tel & Fax: +39064940800; e-mail: loreto.rossi@uniroma1.it