TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo TITOLOtitolo 1 Educazione linguistica e bambini sordi: un esempio d’uso di software didattico Marialuisa Cagliani, Giampaolo Chiappini, Michela Ott ITD-CNR, Via De Marini 6, 16149 Genova {Cagliani, Chiappini, Ott}@itd.cnr.it Sommario Proponiamo una riflessione su come alcuni software didattici “aperti” possono essere piegati alle esigenze “speciali” di alcune categorie di disabili, consentendo di creare esercizi funzionali ad apprendimenti personalizzati o al recupero di particolari difficoltà. A titolo di esempio mostriamo come le caratteristiche di ampia modificabilità dei contenuti di un software didattico per l’educazione linguistica ci abbiano permesso di creare esercizi mirati ad alcune difficoltà caratteristiche dei bambini sordi rispetto all’apprendimento della lingua italiana scritta; per favorire una fruizione più facile e sistematica degli esercizi sono anche stati creati dei percorsi omogenei finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi didattici. 1. Introduzione In una conversazione telematica tra bambini di due scuole elementari [Bottino e Chiappini, 1995] Marco scrive: “Io, un mese fa vuol imparare i gesti” e poco dopo risponde al suo interlocutore: “A te quale si piace?” Sara, invece, nel raccontare una storia che ha letto sintetizza: “I l gattino arrabbia ma il topo cerca di non fare prendere dal gatto” Sara e Marco sono due bambini sordi che frequentano rispettivamente la terza e la quarta elementare; gli errori di scrittura che essi commettono sono, come si può facilmente desumere dagli esempi precedenti, un po’ inconsueti e statisticamente abbastanza infrequenti. Questa constatazione è generalizzabile? Gli errori di scrittura che commettono i bambini sordi sono spesso errori “particolari”? Su questo punto c’è di fatto abbastanza accordo tra i ricercatori e gli esperti del settore: il bambino sordo, proprio a causa del suo deficit uditivo, tende a commettere errori di scrittura un po’ diversi rispetto a quelli dei coetanei. Gli errori “tipici” del bambino sordo riguardano prevalentemente: Le parole funzione, cioè tutte quelle parole che non sono intrinsecamente portatrici di significato, ma che svolgono all’interno della frase una funzione strutturale di collegamento, transizione o contrapposizione fra i vari elementi che la compongono. Si tratta in pratica di articoli, congiunzioni, preposizioni, particelle pronominali, ausiliari dei verbi ecc.. e l’errore tipico del bambino sordo riguarda non solo la loro “confusione” cioè l’uso di una parola al posto dell’altra (“Quale si piace” per ti piace in uno degli esempi precedenti), ma anche la loro omissione (“Il