- 47 - Key-words: goethite, lepidocrocite, slags, iron smelting furnace, Caltrano, iron bombs, Republic of Venice. RIASSUNTO Da documenti storici viene ricostruita l’attività mineraria e metallurgica che ha caratterizzato, nella seconda metà del XVII secolo, il territorio di Caltrano in provincia di Vicenza, Veneto, Nord-Est Italia. La costruzione sulla sponda sinistra dell’Astico, in pros- simità dell’abitato di Caltrano, di un altoforno fusorio con annesso opiicio sembra legata alla presenza di un piccolo giacimento di idrossidi di ferro situato sul monte Foraoro. Si tratta di una mineralizzazione a goethite e lepidocrocite (analisi XRPD e FTIR) entro calcari dolomitizzati della Formazione di Monte Zugna (gruppo dei Calcari Grigi, Giurassico inferiore), che è stata sfruttata in epoche diverse. Il materiale estratto venne certamente lavorato nell’altoforno per produrre “bombe” per i cannoni della Repub- blica di Venezia. La presenza di scorie di fusione e frammenti di canalette per l’acqua scavate nella pietra nei pressi di alcuni ruderi sulla sponda del torrente Astico confermano la probabile localizzazione dell’antico altoforno. ABSTRACT The mining and metallurgical industries that have characterized, in the second half of the XVII century, the territory of Caltrano in the province of Vicenza, Veneto, North-Eastern Italy are reconstructed from historical documents. The building on the left bank of the Astico, in the vicinity of the village of Caltrano, in a blast furnace with attached factory seems to be tied to the presence of a small deposit of iron hydroxides located on monte Foraoro. It is a mineralisation of goethite and lepidocrocite (XRPD analysis and FTIR) within dolomitized limestone of Monte Zugna formation (Gray Limestone group, lower Jurassic), which has been exploited in different times. The extracted material was certainly worked in the blast furnace to produce “bombs” for the cannons of the Republic of Venice. Studi e Ricerche - Associazione Amici del Museo - Museo Civico “G. Zannato” ISSN 1127-3100 Montecchio Maggiore (Vicenza), 21 (2014), pp. 47-54 NOTIZIE STORICHE SULLA MINERALIZZAZIONE FERRIFERA DEL MONTE FORAORO, MALGA FONDI, CALTRANO,VICENZA matteo BosCaRdin * , antonio Càntele ** , FedeRiCo ZoRZi *** * Associazione Amici del Museo Zannato e collaboratore Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato”, piazza Marconi, 17, I - 36075 Montecchio Maggiore (Vicenza), Italy. E-mail: museo.laboratorio@comune.montecchio-maggiore.vi.it ** Museo Diffuso di Lusiana al Palazzon, Via Sette Comuni, 12/d, I - 36046 Lusiana, Vicenza. E-mail: informazioni@museodilusiana.it *** Dipartimento di Geoscienze, Università di Padova, Via Gradenigo 6, I - 35131 Padova. E-mail: federico.zorzi@unipd.it PREMESSA L’esistenza di minerali di ferro nella parte montuosa del territorio comunale di Caltrano, nell’alto Vicentino, è nota da almeno tre secoli. A nostra conoscenza la prima documentazione sicura ri- sale al 20 gennaio 1681 e riguarda la concessione rila- sciata a certo P. Pavanello per la ricerca di minerale di ferro in località val Fornara in comune di Caltran (Al- BeRti & cessi, 1927 - p. 440). Sempre AlBeRti & cessi (1927), (pp. 332 e 333) citano le [vene] di ferro a Cal- trano e, soprattutto, scrivono di “... una certa attività a Caltrano , ove s’era sviluppata alla ine del secolo XVII oficina di colo, che dava metallo assai pregiato e più facile ad esser utilizzato negli impieghi delle fonderie ve- neziane operanti per lo Stato di quello più remoto delle terre lombarde”. Più dettagliato a riguardo risulta essere Rossettini (1938) che così scrive (pp. 17-18): “Miniere di ferro, oltre che nel territorio di Schio dovevano esistere a quell’epoca, anche nella valle dell’Astico. Infatti quando nel 1685 An- tonio Muttoni, sovraintendente ai fuochi artiiciali e alle artiglierie, venne incaricato di effettuare un’ispezione alle ferriere esistenti nei territori della Repubblica di San Marco, trovò che fra tutte era da preferirsi per la qualità dei materiali e per la vicinanza a Venezia, la fonderia di Caltrano, ove si trovava allora un solo forno difetto- so, ma che poteva fornire 8 bombe al giorno. Secondo il rapporto del 3 marzo 1686 del Conte Muttoni, questa fonderia impiegava minerale di perfetta qualità estratto da una vicina miniera, che ne poteva fornire in abbon- danza tanto che consigliava di far costruire tre forni di maggiore potenza, i quali avrebbero fornito 40 bombe al giorno, ed al bisogno avrebbero anche permesso di gettare cannoni perfetti quanto quelli d’Olanda e d’In- ghilterra. Risulta poi che effettivamente la Repubblica ne seguì il consiglio, e le bombe e le bocche da fuoco otte- nute da questa fonderia tuonarono vittoriose, dopo due anni, nella campagna condotta da Francesco Morosini.” Sembra inoltre che la presenza di minerali ferrosi nei monti di questo territorio fosse ancora oggetto di inte- resse, dopo più di trent’anni dalla prima concessione del 1681, se, come riportato testualmente da AlBeRti & cessi (1927) a p. 326, “ ... Ai primi del 1716 tal Mat- teo Menegato segnalava una miniera di ferro in quel di Caltrano, su la montagna di Serona; non destò entusia-