IL MONDO ROMANO 86 Paolo Liverani I giardini imperiali di Roma Paolo Liverani Nella Roma antica le fonti ricordano numerose proprietà nobiliari o imperiali definite horti, che dovevano comprendere sia ampi spazi verdi, che edifici e padiglioni di varia natura e destinazione, usati come residenza o anche solo come luogo ameno per il riposo e l’intratte- nimento: tali horti possono essere paragonati solo in maniera assai imperfetta alle ville di età rinascimentale e, più in generale, di età moderna, alcune delle quali sopravvivono ancora a Roma come parchi pubblici o sedi di istituzioni prestigiose. Queste proprietà sono state og- getto ultimamente di una grande attenzione 1 : gli studi hanno esaminato il fenomeno secondo molteplici approcci da un punto di vista monumentale, storico e artistico. Una prospettiva che merita qualche ulteriore riflessione è quella di una lettura d’insieme da un punto di vista topografico e urbanistico. Le pagine che seguono, dunque, saranno focalizzate sugli horti di proprietà imperiale, sui parchi, cioè, che formavano una corona di verde attorno a Roma a partire dalla riva destra del Tevere, nella zona occupata ora dal Vaticano, per estendersi lun- go i margini settentrionali e orientali della città, correndo nella fascia che separava la linea delle mura repubblicane da quella delle mura di Aureliano (fig. 1). Di questa corona verde si cercherà di seguire le evoluzioni sia nella proprietà che nei mutamenti d’uso e di funzione: pur nella necessaria sinteticità dell’esposizione sarà così possibile precisare alcune questioni e cogliere alcune linee evolutive di lunga durata. Horti di Agrippina I primi giardini che si incontrano procedendo in senso orario sono gli horti di Agrippina mag- giore 2 , che sarebbero arrivati per eredità al figlio Caligola per rimanere in seguito nella proprietà imperiale. Sono citati come tali dalle fonti solo un paio di volte: da Seneca 3 si deduce che la proprietà toccava il Tevere con una terrazza o un viale (xystus) disposto lungo il fiume e, imme- diatamente più a monte, un portico. L’ambasciatore ebreo Filone 4 dovette incontrare Caligola nel 40 d.C., mentre questi stava uscendo proprio dai suoi horti, dunque mentre si trovava nella