13 SCIENZE E RICERCHE • N. 5 • MARZO 2015 • SUPPLEMENTO | ESSERE DONNA E FARE RICERCA IN ITALIA Tertium non datur ALESSANDRA MAZZEO Università degli Studi del Molise una prima distinzione tra: a) terza missione di valorizzazio- ne economica della conoscenza; b) terza missione culturale e sociale . Rispetto al signiicato attribuito alla valorizzazione econo- mica della conoscenza, l’obiettivo della Terza Missione è in- teso come “crescita economica attraverso la trasformazione della conoscenza prodotta dalla ricerca in conoscenza utile ai ini produttivi”, prendendo “atto che la conoscenza pro- dotta dalla ricerca richiede ulteriori attività di contestualiz- zazione e applicazione prima di dispiegare potenziali effetti virtuosi sul sistema economico”. Rispetto al signiicato culturale e sociale, l’obiettivo della Terza Missione è inteso come produzione “di beni pubbli- ci che aumentano il benessere della società, … a contenuto culturale (eventi e beni culturali, gestione di poli museali, scavi archeologici, divulgazione scientiica), sociale (salu- te pubblica, attività a beneicio della comunità, consulenze tecnico/professionali fornite in equipe), educativo (educa- zione degli adulti, life long learning, formazione continua) o di consapevolezza civile (dibattiti e controversie pubbliche, expertise scientiica) … per la fruizione dei quali non è pre- L’ università italiana si sta preparando alla Terza Missione. In antitesi con quanto evoca la denominazione, essa non ambisce a più ampi orizzonti da conqui- stare, ma rinsalda lo “stare con i piedi per terra”, attraverso la valutazione delle attività che induco- no effetti beneici, diretti e tangibili, sulla socie- tà e sul territorio. Tali sono le attività culturali e sociali, oltre che quelle di valorizzazione econo- mica della conoscenza legate all’industrializza- zione, all’internazionalizzazione delle imprese e all’occupazione, che generano ricadute economi- che in grado di spalmare generosamente progres- so, sviluppo e benessere sociale. Nell’attuale panorama accademico nazionale, la deini- zione dei criteri per la valutazione della Terza Missione è un argomento ostico, sul quale il dibattito è necessario, ma insidioso. Nell’intento di circoscriverne gli ambiti, l’Agenzia Nazio- nale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricer- ca (ANVUR) si è adoperata per districare il ginepraio in- terpretativo già dal 2013, in un workshop il cui documento di lavoro [1] è stato redatto nell’intento di “contribuire al percorso con il quale la legge prevede la pubblicazione, ogni due anni, del Rapporto sullo stato delle università e della ricerca”, aprendo un “percorso di confronto … allo scopo di giungere a deinizioni condivise e afidabili degli indicatori”. Il documento procede speciicando che “per terza missione si deve intendere l’insieme delle attività con le quali le univer- sità entrano in interazione diretta con la società, fornendo un contributo che accompagna le missioni tradizionali di in- segnamento e di ricerca. Esistono molte modalità con cui la terza missione prende forma ... È utile tuttavia condividere