133 LITOCEMENTO – LE PIETRE ARTIFICIALI CEMENTIZIE NELL’ARCHITETTURA DEI PRIMI DECENNI DEL NOVECENTO: TECNOLOGIE DI REALIZZAZIONE E PROBLEMATICHE CONSERVATIVE Rita Fabbri 1 , Luca Rocchi 1 1 Laboratorio TekneHub – Tecnopolo dell’Università di Ferrara LaboRA – Laboratorio di Restauro Architettonico del Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara SOMMARIO La diffusa commercializzazione di leganti cementizi nei primi anni del XX secolo rivoluziona i tradizionali prodotti e sistemi di finitura e rinnova, con nuovi procedimenti e nuove composizioni, le consuetudini della tradizione costruttiva e decorativa. In questo contesto, le finiture e le decorazioni realizzate a ‘finta pietra’, con legante cementizio, contraddistinguono almeno cinque decenni dell'architettura del Novecento, dalle esperienze Liberty sino all'architettura degli anni Quaranta, a testimonianza delle consolidate aspettative che si riponevano nel cemento, non solo da un punto di vista strutturale, ma anche decorativo. Le pietre artificiali costituiscono il risultato di raffinate elaborazioni tecnologiche e al tempo stesso sono il prodotto di un’attività artigianale intrisa di volontà artistica; a questa dualità corrisponde oggi una particolare difficoltà nel valutare correttamente gli interventi manutentivi e di restauro. È oggi fondamentale un recupero 'culturale' e tecnico di questa produzione: la conoscenza, intesa come esplorazione di uno specifico aspetto della cultura materiale, è pertanto un presupposto fondamentale per affrontare in modo adeguato l’intervento conservativo di questi materiali e delle loro superfici, quali esempi di sperimentazione tecnica di particolare valenza. LITOCEMENTO - THE CAST STONES IN THE EARLY XX th CENTURY ARCHITECTURE: MANUFACTURING TECHNOLOGIES AND CONSERVATION PROBLEMS SUMMARY The spreading of cementitious binders, in the early years of the XX th century, revolutionizes the traditional products and systems for the external finishes and renews the constructional and decorative tradition, with new processes and new compositions. The finishes, the decorations and the embellishments, manufactured with cast stone or artificial stones cement-based, were used for five decades during the XX th century, from the Art Nouveau experiences until the architectures of 40s: this confirms the enormous expectations that was being placed upon the portland cement, not only for the structural use, but also as decoration. The artificial stones are the result of a refined technological process and at the same time are the product of a fine craft. This duality causes, today, some specific problems to define the more correct works for maintenance and restoration. The cultural and technical reevaluation of this artefacts is essential for their conservation, through a necessary knowledge of these techniques, forming and installation work. 1. INTRODUZIONE 1.1 Imitazione ed artificio L’uso in architettura della pietra artificiale con legante cementizio si diffuse sul finire dell’Ottocento, quando l’applicazione di stucchi e marmorini venne progressivamente sostituita dall’impiego di un nuovo legante, il cemento, che, pigmentato e adeguatamente lavorato, consentiva la realizzazione di manufatti esteticamente simili alle pietre naturali. I termini ‘litocemento’ e ‘pietra artificiale’ si associano indissolubilmente alla produzione di imitazioni lapidee con leganti cementizi, ma presuppongono una lunga tradizione di procedimenti atti a ricercare la mimesi lapidea. Il ricorso all’artificio, al materiale surrogato e all’imitazione materica è consuetudine diffusa e individuabile lungo tutta la storia dell’architettura. Il ricorso al materiale simulato costituiva, spesso, l’unica possibilità d’impiego della pietra, quando non disponibile sul luogo di utilizzazione. Sebbene i primi esempi di “mutazione litica” siano riconducibili già all’architettura romana – l’opus albarium citato da Plinio e Vitruvio è a tutti gli effetti un’imitazione delle superfici marmoree [1] – è a partire dal Rinascimento che la pietra artefatta trova una prima compiutezza mimetica e una pratica diffusa. Il materiale naturale, prezioso e ricercato, muta in una serie altamente eterogenea di surrogati, che si esplicitano non solo negli intonaci e nelle malte a base di calce