FILOSOFIA POLITICA / a. XXIII, n. 3, dicembre 2009 PENSARE LA DEMOCRAZIA NELLA STORIA «L’AVENEMENT DE LA DEMOCRATIE» DI MARCEL GAUCHET Andrea Lanza 1. Pubblicando, nell’autunno del 2007, i primi due tomi dell’Avènement de la démocratie, Marcel Gauchet inaugura l’esposizione sistematica di una teoria forte della democrazia come processo di costruzione storica di una società alla «uscita dalla religione», in cui cioè la religione non è più il principio strutturan- te del campo sociale. Il progetto complessivo de l’Avènement de la démocratie comprende la pubblicazione, nella storica collana «Bibliothèque des sciences humaines» di Gallimard, di quattro volumi. Il primo, La révolution moderne, costituisce un’introduzione metodologica in cui l’Autore, ripercorrendo le pre- messe e la fase iniziale del processo storico di dispiegamento democratico, ci introduce alle sue categorie ermeneutiche. I successivi volumi sono dedicati all’analisi dei tre momenti della storia democratica propriamente detta: il se- condo, La crise du libéralisme 1880-1914, è dedicato alla crisi delle prime spe- ranze liberali da cui uscirà una nuova conformazione democratica; il terzo, A l’éprouve des totalitarismes, ai totalitarismi e al processo di stabilizzazione delle democrazie liberali nel Novecento; il quarto, Le nouveau Monde, alla crisi aper- tasi negli anni Settanta e non ancora superata. È la stessa democrazia, «mise en forme politica dell’autonomia», a esigere un approccio che riunisca l’analisi storica e la riflessività teorica; l’autonomia è infatti irriducibile a un puro e pacifico rovesciamento dell’eteronomia: «una cosa è darsi la propria legge in astratto; altro è darsela in maniera che abbia un’efficacia nell’invenzione di sé» (La crise du libéralisme [d’ora in poi CL] p. 306). Se una società autonoma si costruisce nel confronto con il proprio essere in quella stessa storia che sta fa- cendo, la sua comprensione non può allora prescindere dallo studio del lavoro della storia, dei retaggi celati e delle aspirazioni illusorie, del loro intrecciarsi e confliggere nelle realtà sociali. Per questo Marcel Gauchet fa una filosofia politica controcorrente rispetto a quella oggi più diffusa. Citando Alain Caillé e Philippe Chanial, si potrebbe sostenere che «alla filosofia politica contempo- ranea dominante, quella di un Rawls o di un Habermas, Marcel Gauchet op- pone la necessità di sviluppare non tanto una filosofia politica (e in particolare una filosofia politica giuridica) quanto una filosofia del politico o, dicendolo in termini maussiani, una filosofia della scelta collettiva “arbitraria” operata dalle società su loro stesse» 1 . 1 A. Caillé – Ph. Chanial, Présentation, in «Revue du MAUSS», 2002, n. 19, p. 19 (quando non faccio esplicito riferimento alle edizioni italiane, le traduzioni sono mie).