Universa. Recensioni di filosofia – Anno 5, Vol. 1 (2016) Luisa G. Musso, Tra archein e prattein. Agire libero e fondazione politica nel pensiero di Hannah Arendt, Vita e Pensiero, 2014, pp. 228, € 22.00, ISBN 9788834327883 Davide Brugnaro, Università degli Studi di Padova Azione, libertà e fondazione, concetti fortemente intrecciati all’interno del pensiero di Hannah Arendt, costituiscono il nucleo teorico preso in esame da Luisa Giulia Musso nel suo Tra archein e prattein. Agire libero e fondazione politica nel pensiero di Hannah Arendt. Il volume, che costituisce la rielaborazione della tesi di dottorato dell’Autrice, ha ottenuto il terzo posto nella sezione Saggistica del Premio Letterario Città di Castello nel 2012 ed è stato edito da Vita e Pensiero nel 2014. Considerata la vastità del panorama degli studi su Hannah Arendt, potrebbe sembrare, in prima battuta, che un libro che tratta queste tematiche abbia poco da aggiungere al dibattito sulle questioni affrontate; in realtà, il metodo seguito nella ricerca e alcuni degli elementi in essa contenuti risultano meritevoli di attenzione. Il testo è articolato in tre parti: nel primo capitolo i tratti dell’azione vengono fatti emergere mediante la distinzione dalle altre forme della vita activa; la seconda parte, invece, si concentra su un’analisi più specifica dell’agire libero; la terza e ultima sezione, infine, conduce all’obiettivo centrale del lavoro, ovvero all’analisi e alla valutazione del paradigma arendtiano della fondazione politica. I primi due capitoli si configurano quindi come una contestualizzazione del fenomeno – prettamente politico, prima che antropologico – della libertà dell’agire, e si rivelano funzionali all’analisi dell’esperienza della fondazione. Utilizzando il binomio archein/prattein come chiave di interpretazione della natura dell’azione, l’autrice rende possibile leggere la complessa articolazione interna dell’agire libero in relazione ai suoi caratteri specifici. Affermare che l’azione in quanto tale è tesa tra archein e prattein significa mostrare come essa si dipani tra iniziativa singolare (o di pochi) e conduzione plurale, tra spontaneità e intersoggettività, ossia tra avvio individuale e collaborazione (o interazione) comune nello spazio politico. La libertà, dunque, non è soltanto la pura facoltà di cominciare propria di chi è di per sé un inizio, ma è anche e soprattutto libertà pienamente sviluppata, ossia concreta e