Rendiconti online Soc. Geol. It., Vol. 5 (2009), 100-103, 2ff. New data on geometry, kinematics and segmentation of the active normal fault system along the north-easter border of the Matese Mts. (Molise) The presence of N-to-NE-dipping active normal faults along the north-eastern border of the Matese Mts is documented in the existing literature but the displacements accumulated by the normal faults during their activity and the segmentation pattern are largely unconstrained. Moreover, only few data, mostly collected in the southern termination of the system, constrain the late- Quaternary slip-rate. We present the results of a detailed structural-geological survey aimed to constrain the displacements and segmentation of the system. Late-Quaternary slip-rates are estimated by measuring the fault scarps which displace mountain slopes mostly formed during the retreat phase of the last glacial maximum (ca. 18 ka). Fault displacements can be constrained in the central-northern part of the system (M. Patalaecchia – S. Massimo), with values varying, from N to S, from 300 m (Piana de Il Lago) to 690 m (M. Patalecchia) to 50 m (S. Massimo). The fault scarp heights, measured along the entire system, suggest minimum throw-rates ranging from 0.8 to 1.4 mm/a for the last 18 ka. Key words: Active tectonics, Matese Mts., normal fault, segmentation, slip-rates. INTRODUZIONE Il Bacino di Bojano è una depressione strutturale allungata in senso NO-SE, impostata lungo il margine settentrionale del Massiccio del Matese. La fase tettonica che ha condotto alla sua attuale strutturazione risale a non prima del Pleistocene Medio (RUSSO & TERRIBILE, 1995; DI BUCCI et alii, 2005), in concomitanza dell’ultimo episodio deformativo che, in ordine di tempo, ha interessato questo settore. L’area è sede storicamente di eventi sismici distruttivi (Terremoto di S. Anna, 1805, M aw = 6.57 da GRUPPO DI LAVORO CPTI, 2004; ESPOSITO et alii, 1987) e di una sismicità diffusa caratterizzata da sequenze sismiche di bassa energia (1986, 1990, 1997, 2001), localizzate in prossimità del suo margine nord-orientale (ALESSIO et alii, 1987; MILANO et alii, 2005) ed in aree adiacenti (Sannio) comunque molto prossime alla piana (MILANO et alii, 1999; VILARDO et alii, 2003). Il riconoscimento di strutture ritenute attive nel tardo Pleistocene-Olocene, e possibilmente responsabili della sismicità dell’area, è già stato segnalato da vari autori (ASCIONE et alii, 1998; CINQUE et alii, 2000; BLUMETTI et alii, 2000; GALLI & GALADINI, 2002; GUERRIERI et alii, 1999; MASCHIO, 2003; DI BUCCI et alii, 2005) ma solo su alcuni segmenti (GALLI & GALADINI, 2002; GUERRIERI et alii, 1999) sono stati stimati i possibili valori di slip-rate nel tardo Quaternario. Nella presente nota si vogliono riportare i risultati di parte della ricerca condotta nell’ambito di un dottorato che ha previsto, tra le diverse finalità, l’analisi di dettaglio di strutture potenzialmente sismogenetiche, ritenute tali sulla base delle segnalazioni presenti in letteratura o di nuove evidenze di tettonica attiva. Lo studio condotto ha consentito di valutare i rigetti stratigrafici lungo un sistema di faglie che si sviluppa dal versante nord-orientale del M. Patalecchia a Guardiaregia. La realizzazione di profili topografici, secondo una metodologia già applicata in altre aree dell’Appennino centro-meridionale (MOREWOOD & ROBERTS, 2000) ha consentito, lungo i segmenti sospetti, di stimare gli slip-rates di lungo termine tardo-quaternari, fornendo dati inediti in un’area considerata ad elevato rischio sismico. ASSETTO TETTONICO Il rilevamento geologico-strutturale di dettaglio, ha interessato faglie che ricadono in due settori prossimi alla piana di Bojano. Il primo comprende il versante nord-orientale del M. Patalecchia e de La Difenzola, il versante orientale di Colle di Mezzo ed il settore compreso tra gli abitati di Roccamandolfi e Cantalupo del Sannio. Nel secondo, invece, ricade l’area compresa tra gli abitati di Bojano e Guardiaregia. In entrambi affiorano sedimenti riferibili ad una ambiente deposizionale di piattaforma/rampa carbonatica e di transizione a bacino (D’ARGENIO et alii, 1972) i quali coprono un intervallo stratigrafico che, nell’area indagata, va dal Giurassico Superiore al Miocene Medio (PROGETTO CARG, F. 408, CAMPOBASSO; DE CORSO et alii, 1998). Seguono sedimenti calcareo-marnosi di ambiente neritico (SELLI, 1957) e le sequenze calcarenitico-argilloso-arenacee di avanfossa del Tortoniano Superiore-Messiniano Inferiore (PROGETTO CARG, F. 408, CAMPOBASSO, PATACCA et alii, 1992). Nuovi dati su geometria, cinematica e segmentazione del sistema di faglie attive lungo il margine nord-orientale del Matese (Molise) FEDERICA FERRARINI (*), BONCIO PAOLO (**), GERARDO PAPPONE (°), MASSIMO CESARANO (*), PIETRO P.C.AUCELLI (°) _________________________ (*) Dipartimento S.T.A.T Università degli Studi del Molise, ContradaFonte Lappone, 86090 Pesche (Isernia). (**) Laboratorio di Geodinamica e Sismogenesi, Dip. Scienze della Terra, Università «G. d’Annunzio» - Via dei Vestini, 30, 66013 Chieti Scalo, Chieti. Tel. 0871/3556456 (°) Dipartimento di Scienze per l’Ambiente, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Centro Direzionale-Isola C4, Napoli. Tel. 081/5476663.