Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n. 649004 Copia € 1,00 Copia arretrata € 2,00 L’OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLIII n. 285 (46.529) Città del Vaticano giovedì 12 dicembre 2013 . y(7HA3J1*QSSKKM( +%!#!?!#!?! Il Pontefice all’udienza generale parla della vita eterna Ogni giorno il giudizio finale Rilanciata la campagna di Caritas internationalis «Una sola famiglia umana, cibo per tutti» Da Benedetto a Francesco La rivoluzione tranquilla di LUCETTA SCARAFFIA A dicembre, come è consueto, si comincia a fare un bilan- cio dell’anno che sta per fi- nire, e non c’è dubbio che nel 2013 dominanti sono state le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di Pa- pa Francesco, che oggi «Time» di- chiara “uomo dell’anno”. In questo passaggio la Chiesa ha dimostrato di saper uscire da una situazione difficile con un colpo d’ala — reso possibile dall’imprevista rinuncia di Ratzinger — che ne ha rivelato l’in- sospettata vitalità. E che tutto il mondo ha accolto con sorpresa e ammirazione. È stata una rivoluzione tranquil- la, come scrive Jean-Louis de La Vaissière già nel titolo di un libro su questo delicato passaggio. De Benoît à François, une révolution tranquille (Le Passeur) affronta la questione in modo approfondito, non solo informato, tenendo sem- pre presente la complessa persona- lità dei due Papi e le esigenze spiri- tuali e apostoliche della loro mis- sione. Ben lontano, quindi, da quei libri fondati su presunte rivelazioni che sono spesso frutto delle fatiche letterarie di molti vaticanisti. Egli osserva che la rinuncia di donare alla Chiesa per rimetterla in vita rimanda a qualcun Altro. «La morale di Jorge Bergoglio è una morale del combattimento spi- rituale, del superamento, della scel- ta coraggiosa che rende felici» scri- ve de La Vaissière. La parola che il Papa pronuncia più spesso — e che è stata anche la parola chiave del suo intervento nelle riunioni che hanno preceduto il conclave — è “uscire”, uscire nella strada della vita, uscire da se stessi, uscire dal- l’autoreferenzialità, dal clericali- smo, dall’istituzionalizzazione, dal pessimismo che ha preso la Chiesa. Ma in questa ottica fattuale, opera- tiva, della missione non dimentica la necessità di ulteriori sforzi intel- lettuali: chiede una nuova teologia per le donne e una teologia del peccato che approfondisca la di- mensione della misericordia. Papa Francesco, diversamente da quello che pensano i giornalisti dall’esterno, sa che le riforme strut- turali non sono tutto, e che ciò che conta è il cambiamento interno, cioè che la Chiesa diventi fervente, resistente, vicina agli esseri umani, ben consapevole che l’aspirazione alla riforma è più antica degli ulti- mi decenni: già il concilio di Tren- to — racconta in un bel libro (edito L’opposizione chiede l’arresto della premier per violazione della Costituzione Caos crescente in Thailandia Un manifestante antigovernativo thailandese nel centro di Bangkok (La Presse/Ap) NOSTRE INFORMAZIONI Provvista di Chiesa In data 11 dicembre, il Santo Padre ha nominato Vescovo di Dunkeld (Scozia) Sua Ec- cellenza Reverendissima Monsignor Stephen Robson, finora Ausiliare dell’Arcidio- cesi di Saint Andrews and Edinburgh, trasferendolo dalla Sede titolare vescovile di Tunnuna. La polizia in tenuta antisommossa cerca di entrare in piazza Maidan cuore della protesta Sale la tensione a Kiev KIEV, 11. Forte tensione a Kiev dopo il tentativo nella notte di prendere d’assalto con i blindati piazza Mai- dan. Oltre diecimila manifestanti so- no presenti nel centro della capitale e alcuni stanno già ricostruendo le barricate abbattute dagli agenti della Berkut, la polizia anti-sommossa. È dunque per ora fallito il blitz per di- sperdere le migliaia di militanti dell’opposizione che dal 21 novem- bre protestano in favore dell’Europa e che hanno annunciato per domani una grande manifestazione. Il ministro dell’Interno ucraino, Vitaly Zakharchenko, ha tentato di assicurare che «non è in programma alcuno sgombero forzato della piaz- za. Nessuno intende violare il diritto del popolo a protestare pacificamen- te». D’altra parte — ha sottolineato — «non si possono ignorare i diritti e i legittimi interessi delle altre per- sone né può essere impedito il nor- male funzionamento della capitale». Victoria Nuland, vicesegretario di Stato americano con delega per gli Affari europei ed euroasiatici, ha raggiunto stamani piazza Maidan dove si è unita ai manifestanti. Lo ha reso noto l’ambasciata americana in Ucraina. Nuland, accompagnata dall’ambasciatore statunitense a Kiev, Geoffrey Pyatt, si è messa a parlare con diverse persone. Quanto è successo la scorsa notte con i ma- nifestanti è assolutamente inammissi- bile in una società democratica: è quanto Nuland ha successivamente spiegato al presidente ucraino, Viktor Ianukovich. Ieri sera si era re- cata sulla piazza Catherine Ashton, alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, che si trova in missione a Kiev per tentare una me- diazione. Catherine Ashton ha chie- sto e ottenuto per oggi un secondo colloquio con Ianukovich. Secondo il segretario di Stato americano, John Kerry, «la decisione delle autorità ucraine di rispondere alla manifestazione pacifica in piazza Maidan a Kiev con la polizia anti- sommossa, con ruspe e manganelli, senza rispetto per i diritti democrati- ci e la dignità umana, provoca sem- plicemente disgusto». Questa rispo- sta «non è né accettabile né un bene per la democrazia», ha aggiunto Kerry, commentando l’intervento della polizia che ha provocato deci- ne di feriti tra i manifestanti. Al di là degli aspetti politici e dell’evidente riavvicinamento a Mo- sca, il primo ministro ucraino, Mykola Azarov, ha annunciato oggi, durante una seduta di Gabinetto tra- smessa dalla televisione nazionale, che per poter firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Ue il Governo di Kiev chiede all’Unione europea aiuti finanziari per venti miliardi di euro. «Coloro che si sono radunati in piazza Mai- dan — ha spiegato il premier, allu- dendo alle proteste popolari — chie- dono che l’accordo con l’Ue sia sot- toscritto immediatamente. Anche il Governo è favorevole a farlo il pri- ma possibile, ma vogliamo creare le condizioni per ridurre al minimo le perdite per la nostra economia». Il premier ha aggiunto che, in oc- casione della prossima tornata di ne- goziati economico-commerciali con la Russia, martedì prossimo a Mo- sca, non si discuterà di Unione do- ganale né di un eventuale ingresso dell’Ucraina nella stessa. «Stiamo preparando molti documenti per la riunione della commissione statale mista russo-ucraina, ma voglio met- tere immediatamente fine alle voci e alle illazioni», ha puntualizzato. Magnetismo e ipnotismo nell’Ottocento italiano A me gli occhi GIOVANNI CERRO A PAGINA 5 BANGKOK , 11. Si acuisce lo scontro in Thailandia tra il Governo e l’op- posizione. Proprio ieri gli Stati Uniti, attraverso un comunicato di- ramato dal dipartimento di Stato, avevano invitato le parti al dialogo, ma, stando agli ultimi sviluppi, la situazione rischia invece di diventa- re ancor più critica. Nelle ultime ore infatti si è appreso che il leader dei manifestanti, l’ex vice primo mi- nistro Suthep Thaugsuban, ha chie- sto alla polizia di arrestare la pre- mier ad interim, Thaksin Shinawa- tra, per violazione della Costituzio- ne e per attentato al potere della Corte costituzionale. Le richieste dell’opposizione si scontrano con la posizione del Go- verno e in particolare con quella del primo ministro, che ha ribadito di non volersi dimettere. Il Paese, quindi, è ora in una situazione se- gnata da forte incertezza. Nei gior- ni scorsi la premier ha sciolto il Parlamento in vista delle prossime elezioni, che molto probabilmente avranno luogo il prossimo 2 feb- braio. Dal canto suo, il leader del partito dei Democratici, l’ex pre- mier Abhisit Vejjajiva, continua a ripetere che il Governo di Shinawa- tra è «illegittimo». E nelle ultime ore Thaugsuban ha ribadito di non volere nuove ele- zioni, ma la formazione di un Con- siglio del Popolo. Come sottolineano gli analisti, in queste giornate particolarmente convulse, in cui si rischia tra l’altro la sovrapposizione di poteri a causa di intepretazioni soggettive e arbi- trarie della Costituzione, il Paese si trova condizionato da una crescente paralisi costituzionale. Il Governo resta fermo sul suo ruolo di gestio- ne del Paese verso il voto del 2 feb- braio, ma il percorso si annuncia in salita, con l’opposizione che, alme- no finora, non intende scendere a compromessi. Intanto si attende per venerdì la decisione della Commis- sione nazionale contro la corruzio- ne, chiamata a deliberare sulle pre- sunte accuse di oltraggio alla Corte costituzionale e al Parlamento da parte di 312 parlamentari apparte- nenti alla maggioranza. ben consapevole di parlare in un mondo che sembrava sordo alla vo- ce della Chiesa. Un uomo dell’interiorità, che di- fende sempre la devozione dei sem- plici pur non perdendo mai di vi- sta il necessario lavoro di spiega- zione e di purificazione della fede, da lui ritenuto essenziale. Un Papa che ama il dibattito delle idee, e vuole proteggere la libertà del fe- dele a ogni costo, ma che privilegia su tutto la coerenza. In un modo originale — scrive de La Vaissière — Benedetto denuncia il culto del- l’autorealizzazione, che impedisce la buona relazione con l’altro e con Dio, e il sogno di vincere la morte con la scienza. Le sue critiche sono dettagliate, l’analisi acuta, e Fran- cesco ne trarrà le conseguenze pra- tiche con un linguaggio più facile, più immediato, denso di esempi concreti. Ma la vera novità portata da Papa Ratzinger è l’apertura di un dialogo serrato con gli agnosti- ci, collocato per importanza allo stesso livello di quello tra le reli- gioni. Bergoglio saprà trarre frutto da questo grande insegnamento su un piano meno gerarchico, meno intel- lettuale, più pastorale. La sua ele- zione viene considerata da de La Vaissière l’equivalente della caduta del muro di Berlino: l’uomo della periferia, che sceglie il nome di Francesco, accende subito immense aspettative. In sostanza, con il suo comportamento libero e nuovo, il Papa continua la rivoluzione di Ratzinger, che con la sua decisione ha cancellato le differenze fra con- servatori e progressisti, ponendo al centro la carità, nel senso di calore, di fuoco. È spontaneo, ma non im- provvisatore: l’energia che egli sa in Italia da Vita e Pensiero) John W. O’Malley — voleva assicurare una più efficace cura delle anime, uno stile più severo e rigoroso nella vita delle gerarchie ecclesiastiche, in una dialettica fra azione diretta del Papa e consigli dei cardinali tuttora invocata. La sapienza accu- mulata in due millenni assicura che la Chiesa, anche questa volta, riu- scirà nel suo intento riformatore per predicare più efficacemente la parola di Gesù, per portare la luce in un mondo che l’ha dimenticata. Benedetto comincia subito a operare un rovesciamen- to: la stampa scopre im- provvisamente il valore di quel Papa che era stato poco compreso, schiaccia- to su una immagine di se- verità e rigidità che gli ve- niva dall’aver occupato per tanti anni il difficile ruolo di prefetto dell’antico Sant’Uffizio. Si coglie nel suo atto la testimonianza di un’inedita libertà, di una rivoluzione che sem- brava ben lontana dal suo spirito pacato, razionale, dal suo attaccamento alla tradizione. L’autore indivi- dua poi il terreno sul qua- le Benedetto ha lottato: non tanto su questioni so- ciali e politiche, ma per mettere Dio, il Dio cristia- no, al centro del dibattito. Una battaglia a cui si è dedicato in mille modi, Beato Angelico, «Giudizio universale» (1431) Il «giudizio finale è già in atto, in- comincia adesso nel corso della no- stra esistenza». È la «suggestione» tratta dal Vangelo di Matteo usata da Papa Francesco questa mattina, mercoledì 11 dicembre, durante la ri- flessione sul Credo proposta all’udienza generale in piazza San Pietro. Tale giudizio, ha spiegato, «è pronunciato in ogni istante della vi- ta, come riscontro della nostra acco- glienza con fede della salvezza pre- sente e operante in Cristo, oppure della nostra incredulità, con la con- seguente chiusura in noi stessi». Ma niente paura, ha raccomanda- to all’inizio dell’incontro introducen- do la catechesi. Perché il Vangelo a questo proposito è chiaro e rivela come avverrà questo momento. Resta comunque «un mistero che quasi istintivamente suscita in noi un senso di timore — ha riconosciuto il Pontefice — e magari anche di tre- pidazione. Se però riflettiamo bene su questa realtà, essa non può che allargare il cuore di un cristiano e costituire un grande motivo di con- solazione e di fiducia», soprat- tutto se visto alla luce della rivelazione cristia- na. Quello che in realtà ci attende al- la fine del percorso è il giudizio di Dio, davanti al quale però, ha assicurato il Santo Padre, non saremo soli: «È Gesù stesso, nel Vangelo di Matteo, a preannunciare come, alla fine dei tempi, coloro che lo avranno seguito prenderanno po- sto nella sua gloria, per giudicare in- sieme a lui». Dunque sta a noi met- terci nelle condizioni di stare accanto a Gesù, aprendo- ci al suo amore e chie- dendogli perdono. «Siamo tutti pec- catori» ha ripetu- to il Santo Padre, ma Gesù è sempre pronto a perdonarci e a riempirci della sua misericordia. «Siamo noi quindi — ha concluso — che possia- mo diventare in un certo senso giu- dici di noi stessi, autocondannando- ci all’esclusione dalla comunione con Dio e con i fratelli». Dopo la catechesi, nel salutare i gruppi presenti, il Papa ha voluto ri- lanciare lo slogan della campagna di Caritas internationalis contro la fame nel mondo: «Una sola famiglia uma- na, cibo per tutti». Ed ha rivolto un messaggio augurale agli americani alla vigilia della festa di Nostra Si- gnora di Guadalupe, patrona dell’in- tero continente. PAGINA 8