PRIME ESPRESSIONI DI UN’IDENTITÀ DELLA CLASSE OPERAIA. CONTRIBUTO AL RIPENSAMENTO DI UNA CATEGORIA Andrea Lanza Passata in gran parte di moda, la storia dei movimenti operai rimane ancora- ta a luoghi comuni che crollerebbero facilmente se solo venissero messi a con- fronto con i dibattiti attualmente in corso nei campi della storia economica e dell’antropologia storica. Le categorie di classe sociale e di coscienza di classe sono esemplari di questa iterazione inerziale. Una riflessione sull’idea di clas- se s’impone non solo per ripensare le origini del movimento operaio ma an- che per capire la realtà attuale e il venir meno del carattere strutturante del conflitto di classe in una società che rimane tuttavia innegabilmente impron- tata alla dominazione sociale. Le pagine che seguono vogliono essere un con- tribuito, a partire dal caso francese, a questa rimessa in discussione 1 ; si insi- sterà sulla natura essenzialmente politica delle classi sociali e sul carattere performativo delle identità di classe. Distinguere identità operaia e identità della classe operaia. La nozione di clas- se sociale ci è particolarmente difficile da ripensare perché, anche nei momenti di maggior successo, è restata sempre vaga e spesso contraddittoria. Raymond Aron ha mostrato il «caso singolare in cui il concetto piú importante di una dottrina resta relativamente indeterminato» 2 : nel marxismo, il concetto di clas- se non ha una definizione univoca. Nel discorso e nella storiografia liberale è ugualmente difficile trovare una definizione in grado di chiarire il concetto. Del resto, quella delle classi sociali è una classificazione che non ha mai pun- tato ad un’applicazione pratica; la sola eccezione storica, la Russia della Nep, 1 Per un quadro sintetico ma interessante delle diverse, e spesso lontane, riflessioni sulla ca- tegoria di classe sociale negli anni Ottanta e Novanta, cfr. J.R. Hall, Introduction a The Reworking of Class Analysis, Ithaca-London, Cornell University Press, 1997, pp. 1-37. 2 R. Aron, La lutte de classes. Nouvelles leçons sur les sociétés industrielles, Paris, Gallimard, 1964, p. 39 (quando il riferimento è a un’edizione straniera, la traduzione è mia). Occorre però notare che non si tratta affatto di un «caso singolare»; la maggior parte delle ideolo- gie si fonda proprio su delle categorie mal definite e per questo fertili (basti pensare a quel- la del «libero mercato», cfr. B. Guerrien, L’introuvable théorie du marché, in M.A.U.S.S., Pour une autre économie, Paris, La Découverte, 1994, pp. 32-41). Andrea Lanza Prime espressioni di un'identità della classe operaia. Contributo al ripensamento di una categoria, “Studi Storici”, 2007, IIL, 3, pp. 761-778.