Forum Italicum 47(1) 116–125 ! The Author(s) 2013 Reprints and permissions: sagepub.co.uk/journalsPermissions.nav DOI: 10.1177/0014585813477791 foi.sagepub.com Article L’osservatore e l’oggetto osservato: I cavalletti di Remo Salvadori Alessandro Carrera University of Houston, USA Abstract Viene qui esaminata la relazione tra l’osservatore e l’oggetto osservato prendendo come spunto gli osservatori progetttati e costruiti a partire dal 1981 dall’artista italiano Remo Salvadori. L’11 gennaio del 1951 tre filosofi (Alfred Jules Ayer, Georges Bataille, e Maurice Merleau-Ponty) e un fisico (Georges Ambrosino) ebbero una lunga conversazione in un bistrot parigino. L’argomento era se il sole fosse esistito prima che gli esseri umani rico- noscessero la sua esistenza e lo chiamassero ‘‘sole’’. Per Ayer non c’erano dubbi: poiche ´ la verita ´e ´ indipendente dal tempo, il ‘‘sole’’ c’era sempre stato. L’oggetto si sposta nel tempo; non cosı ` l’osservatore (la verita `). Bataille, Merleau-Ponty, e Ambrosino si dichiar- arono in disaccordo con Ayer: se non c’e ` un osservatore, non c’e ` nemmeno un oggetto osservato. Quasiasi ‘‘cosa’’ fosse il prima che gli uomini gli dessero quel nome, certa- mente non era il ‘‘sole’’. Il linguaggio e il mondo non possono essere separati. Costruiti con la forma di un treppiede senza la macchina fotografica, gli ‘‘osservatori’’ di Salvadori sono la rappresentazione perfetta, e allo stesso tempo una critica sottile, dello sguardo astrattizzante e concettualizzante che ‘‘vede’’ la verita ` dell’oggetto anche senza vedere l’oggetto attuale e contingente. Parole chiave astrazione, Alfred Jules Ayer, Georges Bataille, Maurice Merleau-Ponty, osservatore, Remo Salvadori, sole La sera dell’11 gennaio 1951, il giorno prima di pronunciare al Colle` ge philosophique la prima delle sue celebri conferenze sul ‘‘non sapere’’, Georges Bataille si trattenne a bere e a discutere insieme ad alcuni amici. Il primo era il conferenziere che l’aveva preceduto, il filosofo analitico Alfred Jules Ayer; il secondo era Georges Ambrosino, un fisico con vasti interessi culturali; il terzo era il filosofo Maurice Merleau-Ponty. La discussione duro` fino alle tre del mattino. Era una singolare compagnia di bevitori, ognuno in rappresentanza di tendenze di pensiero cosı` differenti che per poterle Autore corrispondente: Alessandro Carrera, Italian Studies, University of Houston, 612 Agnes Arnold Hall, Houston, TX 77204-3006, USA. Email: acarrera@central.uh.edu