Università degli Studi di Padova Dottorato di ricerca in Filosofia, Padova, 18 febbraio 2015 Seminario Di Filosofia Medievale: I commenti di Agostino alla Genesi L’esegesi di In principio (Gen. 1,1) nei commenti agostiniani alla Genesi (Gn. adv. Man. I,ii,3; Gn. litt. imp. iii,6-7) Enrico Moro HANDOUT A. L’esegesi di In principio in Gn. adv. Man. I,ii,3 1) Le obiezioni dei manichei: Primum ergo librum veteris testamenti, qui inscribitur Genesis, sic solent Manichaei reprehendere. Quod scriptum est, in principio fecit deus caelum et terram, quaerunt, in quo principio; et dicunt: si in principio aliquo temporis fecit deus caelum et terram, quid agebat antequam faceret caelum et terram? Et quid ei subito placuit facere, quod nunquam antea fecerat per tempora aeterna? ) manichei, dunque, hanno l’abitudine di criticare il primo libro dell’Antico Testamento, che è intitolato DzGenesidz, in questo modo. Riguardo all’affermazione: Nel principio Dio ha fatto il cielo e la terra (Gen. 1,1), essi domandano: (1) «In quale principio?»; inoltre, affermano: «Se Dio ha fatto il cielo e la terra in un qualche principio di tempo, (2) che cosa faceva prima di fare il cielo e la terra? ȋ͵Ȍ E quale fu il motivo per cui all’improvviso decise di fare ciò che non aveva mai fatto prima, nel corso dei Dztempi eternidz ȋcf. Tt. 1,2)?». 2) Replica di Agostino: a) Non in principio temporis: His respondemus, deum in principio fecisse caelum et terram, non in principio temporis, sed in Christo, cum verbum esset apud patrem, per quod facta et in quo facta sunt omnia. Dominus enim noster Iesus Christus, cum eum Iudaei interrogassent quis esset, respondit, «principium, quia et loquor vobis». A tali questioni, rispondiamo che Dio ha fatto il cielo e la terra nel principio: non nel principio del tempo, ma in Cristo, poiché Egli era la Parola presso il Padre, per mezzo di cui e in cui sono state fatte tutte le cose (Gv. 1,3; Col. 1,16). Il Signore nostro Gesù Cristo, infatti, avendogli chiesto i Giudei chi fosse, rispose: «[Io sono] il Principio, io stesso che vi parlo» (Gv. 8,25). b) Etsi in principio temporis: b.1) Risposta al secondo quesito: Sed etsi in principio temporis deum fecisse caelum et terram credamus, debemus utique intelligere quod ante principium temporis non erat tempus. Deus enim fecit et tempora: et ideo antequam faceret tempora, non erant tempora. Non ergo possumus dicere fuisse aliquod tempus quando deus nondum aliquid fecerat. Quomodo enim erat tempus quod deus non fecerat, cum omnium temporum ipse sit fabricator? Et si tempus cum caelo et terra esse coepit, non potest inveniri tempus quo deus nondum fecerat caelum et terram. Tuttavia, se anche crediamo che Dio fece il cielo e la terra nel principio del tempo, dobbiamo comunque comprendere che il tempo non esisteva prima del principio del tempo. Dio, infatti, ha fatto anche i tempi: per questo, prima che facesse i tempi, i tempi non esistevano. Non possiamo perciò affermare che sia esistito qualche tempo quando Dio non aveva ancora fatto nulla. In che modo infatti esisteva un tempo che Dio non aveva fatto, dal momento che Lui solo