337 Biblioteca Nel proporre la selezione di titoli che seguono, RSP segue i criteri della più vasta copertura a lei possibile dei temi di suo interesse. Tutto ciò che si segnala è rite- nuto, a vario titolo, significativo per lo studioso di storia politica. Avendo fatto la scelta di prediligere la tempestività nelle segnalazioni e l’essenzialità nelle argomentazioni per ampliare lo spettro della copertura dei temi, RSP ha tuttavia pensato che fossero possibili limitate «eccezioni». Sono i volumi contrassegnati dalla sigla «Focus» su cui l’attenzione dell’analista si espande un poco. Essa testimonia semplicemente un particolare impegno di lettura che quel libro ha trovato in un recensore e nella redazione. Ricerche di Storia Politica 3/2012 Generale Luigi Blanco (a cura di), Dottrine e istituzioni in Occidente, Bologna, Il Mulino, 2011, pp. 254. Vaste programme, sembra quello indicato nel titolo. Ma si tratta di un titolo assolutamente pertinente se omaggiato (in forma garbatamente implicita) a Pierangelo Schiera in occasione del suo 70° com- pleanno, «a cogliere, schmittianamente, la capaci- tà produttiva delle idee, della cultura, dei valori, in una parola delle ideologie» (p. 8). Nell’Introduzio- ne Luigi Blanco suggerisce alcuni temi del percor- so, ancora attivissimo, di Schiera, che si muove in una sempre più stretta connessione di saperi e di punti di vista sul politico. I dieci saggi scandiscono alcuni di questi temi, che dal ruolo della città me- dioevale in una storia costituzionale europea (G. Dilcher) arriva fino all’ordine mondiale (G. Gozzi). Nel mezzo la questione della polizia (M. Stolleis), due saggi sul rapporto Stato-Chiesa nel caso germanico (C. Dippe e W. Schider), la discus- sione di due grandi temi storiografici, lo Stato «moderno» (L. Blanco) e la monarchia costituzio- nale ottocentesca (A.G. Manca) e poi l’incrocio di scienza, dottrina e costituzione nell’Italia del Ri- sorgimento finanziario (R. Gherardi), le moltepli- ci suggestioni di Emile Durkheim (M. Ricciardi) e l’utopia tecnocratica tra futurismo e fascismo (M. Cioli). I nomi descrivono un circuito di amici, al- lievi e colleghi, che percorre l’asse dalla Germania a Bologna, passando naturalmente attraverso Tren- to, con il ruolo pivotale dell’Istituto Storico Italo- germanico, nella cui collana il volume è ospitato. I dieci saggi ripercorrono così e quasi esemplifica- no i tre lemmi del titolo. E finiscono per porre in tutto il suo rilievo quella che il curatore definisce «la pratica della “storia costituzionale”» (p. 12) propria di Schiera, fondata sulla comparazione e sull’«allergia per gli steccati disciplinari», che con- tinua in realtà «sin dalla lontana traduzione dei contributi brunneriani per una nuova storia costi- tuzionale e sociale». Si può anzi dire che, anche tenuto conto della sua più recente produzione, che tra l’altro comporta una rimeditazione dell’opera di Miglio, sia una ridefinita storia costituzionale il punto di vista sintetico che Pierangelo Schiera oggi pratica. D’altro canto, nel praticare questa prospet- tiva, non è ovviamente la strada della costruzione teorica, che pure non disdegna contributi recenti, ma quella della ricerca storico-politica la via mae- stra, che vede appunto circolare il dato istituzio- nale, quello dottrinale e quello sociale. In questo senso tutti i saggi suggeriscono punti di vista e contributi di merito, a far risaltare le peculiarità del lungo periodo medio-occidentale nella global history. Così emergono, già nei primi due saggi, i grandi temi della civitas e della politeia, della città (dinanza) e della polizia, le questioni della comu- nità e del «buon ordine», che, dalle loro origini medioevali, rifluiscono durante e dopo lo «Stato moderno». È il tema che Luigi Blanco ripropone in tutta la sua complessità, nel doppio movimento di assolutismo e costituzionalismo. Sintetizzando