N o m e n c l a t u r a : Nome scientfico: Androsace brevis (Hegetschw.) Ces. Sinonimi: Aretia brevis Hegetschw.; Androsace charpentieri (Heer) Rchb.f.; Androsace alpina (L.) Lam. var. charpentieri Heer Famiglia: Primulaceae Nome comune: Androsace orobia D e s c r i z i o n e . Pianta perenne erbacea, che forma cuscini densi ed appiattiti o cespi radi. Foglie di 3–5 mm, oblanceolate, arrotondate all’apice, provviste sui margini e sulla pagina inferiore di peli stellati con 2–3 diramazioni della lunghezza di 0,05–0,1 mm Peduncoli fiorali 2–3 volte più lunghi delle foglie. I fiori hanno calice di 3,5–4,5 mm, corolla del diame- tro di 5–8 mm, di colore rosa, purpurea al centro e lobi leggermente smarginati all’apice. (PIGNATTI, 1982). Il frutto è una capsula sub-sferica solitaria, di 4–5 mm di diametro, contente 4 (3) semi, di cui uno è frequentemente più piccolo degli altri. B i o l o g i a . Camefita pulvinante, con fioritura da fine maggio a metà giugno. Fioriture eccezionali sono state osservate dagli Autori in agosto ed in settembre da PROVASI (1922). La formazione del frutto inizia in giugno e termina con il rilascio dei semi in settem- bre. La biologia riproduttiva di questa specie, ad oggi, non è stata sufficientemente investigata: non si conoscono né gli impollinatori né le modalità di dis- persione e non si hanno informazioni circa l’effettiva vitalità e capacità germinativa dei semi. Osservazioni condotte dagli autori sul M. Ponteranica nel 2013 hanno permesso di evidenziare un bassissimo rappor- to tra numero di fiori prodotti e numero di frutti giunti a maturazione. E c o l o g i a . Specie acidofila, caratteristica di crinali oltre i 2000 m di quota delle Alpi Orobie occidenta- li e della porzione delle Alpi Lepontine, a cavallo tra il Lago di Lugano e il Lago di Como. Si rinviene esclusivamente su substrati permiani di natura terri- gena. Dal punto di vista bioclimatico si trova in ambito temperato, regione mesaxerica, sottoregione ipomesaxerica, tipo C (TOMASELLI et al., 1973). Secondo AESCHIMANN (2004) la specie è ascrivibile all’alleanza Androsacion vandellii Br.-Bl. in Br.-Bl. et Jenny 1926. Non esistono, comunque, studi specifi- ci per permettere una definizione più precisa delle cenosi di crescita dal punto di vista fitosociologico. D i s t r i b u z i o n e i n I t a l i a . Regione biogeografica: le stazioni di A. brevis rientrano nella regione biogeografica eurosiberiana, Provincia alpina, settore Alpi Centrali (RIVAS-MARTINEZ et al., 2004). Secondo BLASI, FRONDONI (2011), l’areale della specie è circoscritto all’interno dei settori eco- geografici 12A (Prealpine Range Section) e 12B (Orobie Alps Section). Regioni amministrative: l’areale della specie è circo- scritto alla regione Lombardia, province di Bergamo, Como, Lecco e Sondrio. Numero di stazioni: in provincia di Bergamo la specie è presente in modo discontinuo lungo la cresta spar- tiacque con la provincia di Sondrio. Le stazioni, distanti tra loro più di 500 m, sono situate sul monte Fioraro (limite orientale nelle Alpi Orobie), aree sommitali del M. Ponteranica, Denti della Vecchia, Pizzo dei Tre Signori (MARTINI et al., 2012). Non più confermata la stazione riportata da FENAROLI (1956) sul M. Torena, (alta Val Seriana), verosimilmente a causa di confusione della specie con Androsace alpina (L.) Lam., ampiamente diffusa nell’area (MARTINI et al., 2012). Provincia di Sondrio: la specie segue il crinale orobi- co di confine con la provincia di Bergamo dal M. Fioraro verso occidente, con grosse lacune distributi- ve. La distribuzione è quindi speculare a quella del versante bergamasco. Interamente in territorio son- driese sono le popolazioni presenti sul Pizzo Olano e sul Pizzo Stavello (FERRANTI, 2012). Particolare inte- resse merita una stazione disgiunta situata sulla cresta SSE del Pizzo di Prata, Val Codera, sulle Alpi Retiche (MAGNI, 2013). Non è stata recentemente conferma- ta la presenza al Passo del Muretto (Val Malenco), riportato in SCHÖNSWETTER et al. (2003), dove è invece presente A. alpina (L.) Lam. (Giancarlo Donadelli in verbis). A tal proposito, nel prossimo futuro andrebbero confermate anche le altre stazioni retiche citate in SCHÖNSWETTER et al. (2003) presso 97 INFORMATORE BOTANICO ITALIANO, 4 6 (1) 93-152, 2014 Schede per una Lista Rossa della Flora vascolare e crittogamica Italiana P I A N T E V A S C O L A R I : S P E R M A T O F I T E A n d r o s a c e b r e v i s ( H e g e t s c h w . ) C e s . F. MANGILI, D. TAMPUCCI, M. CACCIANIGA