Riccardo Martinelli Teoria dell’oggetto e psicologia: Alexius Meinong e la scuola di Graz 1. Teoria dell’oggetto e psicologia Alexius Meinong, giovane filosofo che a Vienna era stato allievo di Franz Brentano, istituiva nel 1894 a Graz il primo laboratorio di psicologia sperimentale dell’Impero asburgico. Dieci anni più tardi, per onorare la ricorrenza, Meinong curava la pubblicazione di un volume dal titolo Untersuchungen zur Gegenstandstheorie und Psychologie, nel quale sono raccolti importanti contributi dello stesso Meinong e degli studiosi che gli si erano raccolti attorno in quel decennio di attività 1 . Il titolo del volume dichiara esplicitamente attorno a quali discipline ruotino i principali interessi della scuola del capoluogo stiriano nel 1904: la «teoria dell’oggetto» (Gegenstandstheorie) e la psicologia. All’epoca Meinong si dedicava già pressoché interamente allo sviluppo della teoria dell’oggetto, destinata ad assorbilo parecchio anche in futuro; lo sviluppo delle ricerche psicologiche era così demandato agli allievi e la direzione del laboratorio passava dapprima a Stephan Witasek; e poi, dopo la sua prematura scomparsa, a Vittorio Benussi. Forse anche per ragioni di questo genere, il rapporto tra teoria dell’oggetto e psicologia rappresenta un problema relativamente in ombra nella fiorente letteratura critica su Meinong 2 . E’ chiaro che un’analisi condotta esclusivamente sul piano della tassonomia disciplinare non condurrebbe molto lontano. Occorre invece concentrare l’attenzione su un problema che è per così dire consustanziale tanto alla teoria dell’oggetto quanto alla psicologia: il tema della «fondazione» oggettuale. Gli «oggetti fondati» o «oggetti di ordine superiore», studiati da Meinong fin dal saggio del 1899 Über Gegenstände höherer Ordnung und deren Verhältnis zur inneren Wahrnehmung 3 , costituiscono il primo nucleo della teoria dell’oggetto, e pongono al tempo stesso un importante problema psicologico. Si tratta, per anticipare qui schematicamente il tema, di oggetti come la somiglianza tra due colori, oppure una melodia («relazioni» e «complessioni»). Gli oggetti di questo genere sono fondati su altri oggetti di «ordine inferiore»: nell’esempio, i colori o le note. Degli oggetti fondati non si può dire che esistano così come esistono i colori o le note, ma neppure che non siano autentici oggetti: essi offrono un primo esempio di quella particolare forma d’essere detta da Meinong «sussistere», e che riveste un ruolo assai importante in seno alla matura teoria dell’oggetto. Questo particolare statuto degli oggetti fondati li rende i candidati ideali a una prima analisi della relazione tra teoria dell’oggetto e psicologia. Per esempio: cosa significa udire una melodia piuttosto che una serie di note prive di connessione? E dove si colloca il discrimine tra i due casi? Muovendo da questo genere di problemi i collaboratori di Meinong – soprattutto Rudolf Ameseder – elaborarono l’idea che gli oggetti fondati fossero colti grazie a una «produzione di rappresentazioni» 4 . Il 1 Untersuchungen zur Gegenstandstheorie und Psychologie, a cura di A. Meinong, Leipzig, Barth, 1904. 2 Tra le eccezioni, Brigati 1992. 3 Meinong 1899. La nozione di «oggetto fondato» non coincide completamente con quella di «oggetto di ordine superiore»: cfr. infra, § 5. 4 Ameseder 1904.