51 Abstract Searching for celiac disease: report of a clinical experience Background Celiac disease is still underestimated in many Italian regions, including Veneto. Previous studies have shown that this is due to the presence of many atypical forms, often underestimated by doctors. Objectives To estimate the prevalence of celiac disease in a group of selected patients on the basis of minor signs and symptoms, to train paediatricians in the diagnostic process. Methods The study lasted a year (2003). 21 paediatricians participated from the pro- vince of Treviso. All children who fulfilled at lest one inclusion criteria from a spe- cially designed chart, and visited by a paediatricians during the year were enrolled. Anti-transglutaminase IgA and IgG antibodies were determined. The detected patients were sent to a third level centre (Burlo Garofolo Hospital in Trieste) for intestinal biopsy. Results 21 paediatricians were involved with 20,989 children. At the beginning of this study the celiac patients were totally 19 with a prevalence of 1:1104. 18,919 children, about 90% were seen by their paediatrician. 389 children were detected having at least one inclusion criteria; 18 were positive for antibodies anti-transglutaminase and sent to biopsy. Diagnosis was confirmed in 16 of them. The prevalence of celiac disea- se changed from the initial value of 1:1104 to the final value of 1:600. Conclusions The study led to a significant increase in the prevalence of celiac patients. Furthermore, the participation in the study was by itself a very good training. Quaderni acp 2009; 16(2): 51-55 Key words Celiac disease. Antibodies antitransglutaminase. Testing Background La celiachia è ancora una malattia sottostimata in molte Regioni italiane, compreso il Veneto. Precedenti studi hanno dimostrato come ciò sia dovuto alla pre- senza di molte forme sfumate, spesso sottovalutate dai medici. Obiettivi Stimare la prevalenza della celiachia in un gruppo di pazienti selezionato in base a segni e sintomi minori di tale patologia; formare i pediatri partecipanti nei confronti della diagnosi di questa patologia. Metodi Lo studio è durato un anno (2003). Hanno partecipato 21 pediatri della pro- vincia di Treviso. Sono stati arruolati tutti i bambini visitati dai pediatri durante l’anno, presentanti almeno uno dei criteri di inclusione di una griglia predisposta appositamente. A tutti i bambini arruolati è stato effettuato il dosaggio degli anticor- pi antitransglutaminasi IgA e IgG. I pazienti positivi sono stati inviati al Centro di terzo livello (Ospedale Burlo Garofolo di Trieste) per eseguire la biopsia intestinale. Risultati All’inizio dello studio i 21 pediatri ricercatori seguivano 20.989 bambini e avevano in carico 19 pazienti celiaci, con una prevalenza di 1:1104. Durante lo stu- dio sono stati visitati 18.919 bambini, pari al 90% della popolazione seguita. Sono stati arruolati 389 bambini, di cui 18 sono risultati positivi agli anticorpi anti- transglutaminasi e quindi inviati alla biopsia, che ha confermato la diagnosi in 16 di loro. La prevalenza della malattia celiaca è pertanto passata dal valore iniziale di 1:1104 a quello finale di 1:600. Conclusioni L’effettuazione dello studio ha determinato un significativo aumento della prevalenza della celiachia nei pazienti seguiti dai ricercatori. Inoltre la partecipazio- ne allo studio è stata un’occasione formativa molto efficace. Parole chiave Celiachia. Anticorpi antitransglutaminasi. Testing Ricercare la celiachia: report di una esperienza clinica Giacomo Toffol*, Giustina Bonato*, Daniela Dalla Pozza*, Stefano Martelossi**, Valentina Baldas** *Pediatri di famiglia, ACP Asolo; **IRCCS Burlo Garofolo, Trieste Per corrispondenza: Giacomo Toffol e-mail: giacomo@giacomotoffol.191.it Quaderni acp 2009; 16(2): 51-55 Background L’analisi dei registri correnti delle pato- logie della ASL 8 del Veneto ha eviden- ziato come la celiachia, rispetto ai dati recenti della letteratura, sia ancora una patologia sottodiagnosticata nella nostra popolazione [1-5]. Questo è stato l’impulso che ha spinto l’Associazione Culturale Pediatri Asolo a intraprendere una ricerca finalizzata a: stabilire la prevalenza di questa pato- logia in un gruppo di pazienti selezio- nato in base alla presenza di segni e sintomi minori; aumentare il numero di pazienti dia- gnosticati; elaborare uno strumento di lavoro pra- tico per permettere al pediatra di fami- glia di migliorare le proprie capacità diagnostiche [5-8]; definire un percorso idoneo a seguire nel tempo i pazienti celiaci e le loro fa- miglie, contribuendo ad assicurare lo- ro la miglior qualità di vita possibile. La precocità della terapia dietetica è in- fatti l’elemento essenziale per il miglio- ramento della prognosi e della qualità di vita del bambino celiaco, contribuendo a evitare, come ormai è definitivamente stabilito, l’insorgenza delle complicanze a distanza. Per assicurare che ciò venga effettuato nel modo più corretto possibi- le è necessaria una stretta collaborazione tra pazienti, familiari e medico curante, rigorosamente codificata e condivisa, e non lasciata all’iniziativa spontanea dei sanitari. Materiali e metodi Lo studio ha avuto la durata di un anno, da febbraio 2003 a gennaio 2004. Sono stati coinvolti 21 pediatri di fami- glia della provincia di Treviso (20 del- l’ASL 8 e 1 dell’ASL 9), in collaborazio- ne con l’Istituto per l’Infanzia “Burlo Garofolo” di Trieste, con i laboratori analisi dell’Ospedale di Castelfranco Veneto e Montebelluna e con l’Unità di Anatomia patologica dell’Ospedale di Castelfranco Veneto.